Skip to main content

Tempi di recupero: migliorare la gestione dei RAEE grazie ai giovani

Lo sport giovanile può contribuire al raggiungimento degli obiettivi di raccolta dei rifiuti da apparecchi elettrici ed elettronici? Il consorzio Ecoped scommette di sì. Tempi di Recupero è un’iniziativa mai realizzata prima che coinvolgerà le società sportive nelle buone pratiche delle economie circolari.

Lo sport giovanile può contribuire al raggiungimento di obiettivi ambientali? Il consorzio Ecoped scommette di sì. Ecoped, che aggrega circa 400 produttori di apparecchi elettrici ed elettronici ed aderisce al Centro di Coordinamento RAEE, ha lanciato il progetto Tempi di Recupero in partenariato con il Comitato di Milano del Centro Sportivo Italiano, con Avvenire Formazione e Peak56.

Puntare sui più giovani

La ricrescita dei risultati di recupero dei rifiuti da apparecchi elettrici ed elettronici lo dimostra: la partecipazione attiva di tutti gli attori della filiere, nessuno escluso, è di cruciale importanza perché il sistema funzioni. “Se i livelli di intercettazione dei RAEE sono tornati a salire”, spiega il consigliere uscente del CDC RAEE Marco Ferracin, “è stato grazie agli interventi e agli investimenti sulle fasi della raccolta, che hanno coinvolto i Comuni, i centri di assistenza e gli installatori”. “Adesso” afferma Alice Almasio di SAFE “occorre rafforzare anche gli interventi sui cittadini che conferiscono i rifiuti; non bisogna mai scordarsi che il primo anello delle filiere del recupero sono proprio loro. A volte, quando i risultati delle raccolte differenziate sono scarsi si tende a incolpare la gente comune, e in questo modo si distoglie l’attenzione dalle inefficienze o inadeguatezze dei sistemi di raccolta. Ma quando i sistemi sono pronti, la partecipazione attiva dei cittadini diventa, sul piano operativo, il fattore dirimente. Avere una popolazione ricettiva e sensibile è fondamentale anche per preparare il terreno a nuove intercettazioni differenziate, come quella degli apparecchi con le batterie al litio, che sono pericolose da mescolare con gli altri RAEE. Ci siamo quindi chiesti quale potesse essere una forma davvero efficace per promuovere comportamenti collettivi che fossero il più possibile funzionali alle innovazioni del sistema raccolta e agli obiettivi ambientali connessi, e la nostra scelta è stata puntare sui più giovani”.

Attività sportiva come veicolo privilegiato

“E’ infatti risaputo” prosegue la Almasio “che in questa epoca storica sono i bambini e i ragazzi, ancor più degli adulti, a farsi promotori di valori positivi nelle famiglie. A dimostrarlo è il megatrend ecologista della generazione Z, che orienta ormai in tutto il mondo le scelte di voto e di consumo assumendo un ruolo decisivo nelle scelte dei governi e delle grandi industrie. Ma i giovani sono sempre meno disponibili ad essere sensibilizzati ed educati per mezzo di lezioni frontali, dove un educatore o un esperto trasmette loro delle informazioni in modo verticale, ex cathedra, mentre loro rimangono zitti e seduti su una sedia. A partire da queste considerazioni, abbiamo scelto di utilizzare l’attività sportiva come veicolo privilegiato per trasmettere i nostri valori, i nostri messaggi e le nostre call for action”.

Ma in cosa consiste precisamente il progetto Tempi di Recupero?

“La sfida è unire Formazione e Azione mettendo al centro i valori dello sport per un’iniziativa mai realizzata prima che coinvolgerà le società sportive nelle buone pratiche delle economie circolari”, risponde Alice Almasio. “Tempi di Recupero è un contest al quale può aderire ogni società sportiva, dove i giovani entrano in competizione per raccogliere il maggior numero di RAEE tra quelli dimenticati nei cassetti e nelle cantine; come ad esempio cellulari, radio, tablet, piccoli elettrodomestici. Il tutto documentato e riportato su Instagram. La gara vera e propria è integrata da momenti formativi, costituiti da videocorsi e incontri webinar interattivi. Aderire è facile, la pagina per iscriversi si trova sul sito oltreilgreen.it/tempidirecupero”.

Safe – Hub Italiano dei Consorzi per le Economie Circolari