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Pneulife: l’emergenza pneumatici va risolta alla radice

Andrea Moreschi, Presidente del consorzio Pneulife, spiega le cause dell’emergenza rifiuti che si sta ripresentando nel 2024, e commenta le nuove iniziative sulla tracciabilità annunciate dal MASE.

L’emergenza degli pneumatici fuori uso, che si era interrotta prima del 2023, si è ripresentata con forza all’inizio del 2024. Gli pneumatici usati, ancora una volta, eccedono i volumi previsti, che sono calcolati facendo riferimento agli pneumatici nuovi formalmente immessi sul mercato. A spiegare la situazione è Andrea Moreschi, Presidente di Pneulife, consorzio di produttori che rappresenta circa il 5% del mercato degli pneumatici in Italia.

“Nel 2021 e 2022 l’eccesso di pneumatici in circolazione rispetto alle quote tracciate di immesso sul mercato aveva indotto il MASE a richiedere ai consorzi dei produttori un obiettivo di raccolta degli pneumatici fuori uso pari al 110%. Grazie a questa misura straordinaria l’emergenza era stata gestita, tant’è che per il 2023 il MASE aveva ridotto gli obiettivi al 95%, invitando comunque i sistemi collettivi dei produttori a spingersi anche oltre il 95%. Per l’anno 2023 la quota di raccolta è stata di poco superiore al 95%, e il nostro consorzio Pneulife è addirittura arrivato al 104%”.

“Nel primo trimestre abbiamo però osservato un ritorno ai livelli emergenziali precedenti al 2023: officine e gommisti hanno stock enormi di pneumatici e le richieste di ritiro dei rifiuti sono cresciute moltissimo”, segnala Moreschi. “E’ evidente che per il 2021 e 2022 la misura straordinaria del MASE ha permesso di gestire l’emergenza, ma il problema non è stato ancora risolto alla radice. Abbiamo quindi chiesto al Ministero di prendere atto che volumi importanti di pneumatici continuano a essere immessi sul mercato senza una tracciatura all’origine. Sono quindi indispensabili maggiori controlli sulla filiera, dagli importatori ed intermediari fino agli operatori del trattamento dei rifiuti, per verificare che le quantità dichiarate nelle documentazioni rispondano effettivamente alla realtà. Per il 2023 Pneulife è riuscita a coprire i costi dell’extraraccolta con i contributi ambientali dei suoi soci, ma se gli obiettivi dovessero aumentare far tornare i conti economici non sarà affatto facile, anche perché a fronte del maggiore impegno operativo sono levitati i costi della filiera, con grande impatto sulla sostenibilità economica dei costi di  trasporto e di trattamento”.

 

Registro nazionale dei produttori e degli importatori di pneumatici

In risposta alle istanze di Pneulife e di altri consorzi di produttori,  Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha istituito, lo scorso aprile, un  Registro nazionale dei produttori e degli importatori di pneumatici. “Con il Registro Pneumatici” ha dichiarato il ministro Gilberto Pichetto “viene istituito uno strumento importante che contribuirà alla gestione corretta e sostenibile degli pneumatici che non possono più essere utilizzati”.

Il contenuto del decreto ministeriale è illustrato in una nota apparsa sul sito istituzionale del MASE. Innanzitutto, il decreto prevede l’iscrizione dei soggetti obbligati al Registro per via telematica, attraverso il Portale messo a disposizione dalle Camere di commercio. Gli operatori, le amministrazioni e i cittadini possono consultare sul portale le informazioni sulla gestione degli PFU, le statistiche e gli elenchi di imprese iscritte. Attraverso l’”Area riservata”, le imprese trasmettono le informazioni per l’iscrizione e le comunicazioni periodiche relative ai dati sugli pneumatici immessi sul mercato e su quelli raccolti al termine del loro utilizzo. Come è spiegato nel provvedimento, anche i soggetti che immettono pneumatici sul mercato nazionale attraverso la vendita a distanza adempiono agli obblighi di gestione e rendono visibile nel proprio sito internet il numero di iscrizione al Registro, che deve essere comunicato alle piattaforme on-line dai soggetti che utilizzano le stesse per la vendita a distanza.

L’allegato I al decreto del Ministero fornisce indicazioni sulle informazioni necessarie ai soggetti obbligati all’iscrizione e sulle modalità per comunicare i dati e procedere agli aggiornamenti necessari.

“L’iniziativa del Ministero va nella giusta direzione” commenta Moreschi “perché aumenta la trasparenza e tracciabilità delle filiere. E senza questi elementi è difficile, se non impossibile, costruire un’autentica economia circolare”.

Safe – Hub Italiano dei Consorzi per le Economie Circolari