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RAEE: la raccolta torna a crescere a eccezione di monitor e tv

Grazie all’intervento del Centro di Coordinamento RAEE sugli operatori della raccolta, l’intercettazione dei rifiuti da apparecchi elettrici ed elettronici è tornata ad aumentare. Ma i risultati sono molto diversi dipendendo da Regione e tipo di RAEE. Leggi tutti i dati, e i commenti del consigliere uscente del CDC RAEE Marco Ferracin.

Analisi, comprensione, dialogo, collaborazione. Sono a volte questi elementi, ancor più che l’innovazione tecnologica, a permettere la crescita dell’Economia Circolare. Di fronte allo shock del 2022, quando la raccolta di RAEE era calata di un 6,2% allontanando l’Italia dall’obiettivo europeo di raccogliere 14 kg di RAEE ad abitante, il Centro di Coordinamento RAEE (CDC RAEE) ha reagito proattivamente aggredendo il cuore del problema, ossia le dinamiche dell’intercettazione operata dai Comuni e dai piccoli installatori.

“Nel febbraio 2023, avendo sotto gli occhi i dati preoccupanti del 2022, il CDC RAEE ha firmato un protocollo di collaborazione con le principali associazioni di categoria degli installatori, CNA, Confartigianato, Casartigiani e CLAAI, apprendendo che molti installatori erano abituati a gestire in modo scorretto i rifiuti ritirati presso le utenze domestiche” riporta Marco Ferracin, consigliere d’amministrazione uscente del CDC RAEE in quota Ridomus.  “Il CDC RAEE ha cercato di intervenire la tendenza offrendo agli installatori interventi di informazione e formazione accompagnati da concrete misure  finalizzate a rendere più accessibili e convenienti le logistiche organizzate dai sistemi collettivi dei produttori”. “Parallelamente” prosegue Ferracin “i consorzi dei produttori hanno erogato nel 2023 ai Comuni, tramite il CDC RAEE, ben 28 milioni di euro perché incrementassero il livello di efficienza e controllo nei centri di raccolta dei rifiuti urbani, e altri finanziamenti verranno erogati nel corso del 2024. Inoltre, il CDC RAEE ha stabilito una partnership con il Politenico di Milano, che ha messo disposizione 12 team di studenti di disegno industriale perché sviluppassero idee di contenitori che facilitassero la microraccolta dei RAEE; a vincere è stata la proposta delle tre studentesse Elisa Barca, Chiara Guarino, Cristiana Petrovan e Sabia Romagnoli, che si distingue per il livello di riconoscilibilità, attrattività e modularità. Il prototipo del loro contenitore è stato messo a disposizione di tutti gli attori che realizzano le raccolte: dai Comuni fino ai punti vendita che operano i ritiri uno contro uno”.

I risultati di questo massiccio intervento, applicato su una pluralità di fronti, ha portato nel 2023 a un +2,2% di intercettazione dei RAEE del raggruppamento R1 (frigoriferi e altri apparecchi per lo scambio termico con refrigeranti), a un +3,8% dell’R2 (le lavatrici e gli altri “grandi bianchi”), a un +7,4% dell’R4 (piccoli RAEE) e a un + 3,6% dell’R5 (sorgenti luminose). E’ invece calata in modo contundente, con un -32,9%, l’intercettazione del raggruppaento R4 (tv e monitor): un dato che  il CDC RAEE considera un effetto fisiologico della fine del bonus TV 2021 (che aveva provocato un picco negli acquisti dei nuovi devices, tradottosi in un’ondata anomala di rifiuti R4). La raccolta complessiva, dice l’ultimo Rapporto CDC RAEE, ha raggiunto nel 2023 le 349.000 tonnellate, con risultati procapite che variano sensibilmente da Regione a Regione. Fanalino di coda è la Campania, con soli 3 kg ad abitante, mentre Sardegna e Valle D’Aosta si assestano sui 9 kg e mezzo ad abitante.

“La crescita dell’intercettazione della maggior parte dei raggruppamenti RAEE dimostra che è stata imboccata la strada giusta, e sono sicuro che nel 2024 l’intercettazione crescerà ulteriormente. Ma è importante non abbassare la guardia!” commenta Ferracin. “Oggi il risultato nazionale procapite di raccolta dei RAEE è di 6 kg ad abitante, ancora lontano dai 14 kg ad abitanti richiestici dall’Europa. Il problema è sistemico, e bisogna prenderne atto. Lo schema di raccolta all player garantisce il libero di mercato, permettendo a chi raccoglie i RAEE di offrirli al miglior offerente. Ma troppo spesso il miglior offerente è un operatore che non opera regolarmente, e che proprio in virtù di questa irregolarità riesce a essere più competitivo delle filiere organizzate dai produttori. Noi non abbiamo mai messo in discussione il sistema all player, perché siamo fermi sostenitori del libero mercato, ma questo può funzionare correttamente solo se si impongono a tutte le filiere gli stessi standard di tracciabilità, trasparenza e controllo che sono normalmente adottati dalle filiere organizzate dai produttori”.

 

Contenitore per i RAEE pensato per facilitare le raccolte. Fonte: Politecnico di Milano

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