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Nuovo regolamento F-gas: il punto di vista dei produttori

Il Consiglio Europeo e il Parlamento dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo provvisorio per un’ulteriore restrizione dei gas fluorurati. Mariano Covolo, esponente delle associazioni di categoria Eurovent e Assoclima, ha seguito in prima persona le concertazioni europee. Gli abbiamo chiesto di di portarci il punto di vista dei produttori delle macchine home comfort.

Lo scorso ottobre il Consiglio Europeo e il Parlamento dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo provvisorio per un’ulteriore restrizione dei gas fluorurati e delle altre sostanze che danneggiano lo strato di ozono nell’atmosfera, per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi sul riscaldamento globale (vedere l’articolo dedicato nel n°4 di questa newsletter, ndr). Mariano Covolo di Mitsubishi Electric Hydronics & IT Cooling Systemsha seguito le concertazioni europee in prima persona in quanto esponente delle associazioni di categoria Eurovent e Assoclima. Gli abbiamo chiesto di di portarci il punto di vista dei produttori delle macchine home comfort.

Ing. Covolo, quale sarà l’impatto delle nuove regole sul settore?

Il contenuto dell’accordo è sfidante e gli impatti saranno importanti e molteplici. L’industria dovrà fare forti investimenti e sviluppare innovazioni tecnologiche. Non mancano le criticità: il bando accelerato dei gas fluorurati impone infatti un ricorso esteso a gas che sono infiammabili e pericolosi, non adatti a tutti gli ambienti e che necessitano procedure di sicurezza speciali fin dal momento dell’installazione; questo impatterà inevitabilmente sui costi a carico del consumatore. Inoltre, lo sviluppo del mercato di pompe di calore, che è un obiettivo che ci siamo dati con l’Europa per ridurre le emissioni climalteranti, verrà rallentato perché bisognerà adattare le tecnologie e le normative di sicurezza al nuovo contesto. C’è poi la proibizione di esportare macchine contenenti i gas banditi, che a nostro avviso è un grande autogol. Ma il compromesso ormai è raggiunto e faremo il nostro sforzo per adeguarci.

Perché le limitazioni alle esportazioni sono un autogol?

Perché le macchine che usano i gas che l’Europa ha proibito sono più efficienti ed economiche, e se non siamo noi a proporle sul mercato internazionale a farlo sarà qualcun altro, ad esempio la Cina. Quindi l’impatto ambientale sul pianeta non cambia, ma i posti di lavoro in Europa diminuiranno.

Nell’accordo provvisorio si parla anche di una Responsabilità Estesa del Produttore dei gas. Qualche commento al rispetto?

Il tema è molto interessante. Il meccanismo di quote gas che verrà introdotto inasprisce le riduzioni che erano state precedentemente imposte, e questo significa che in circolazione non ci sarà abbastanza gas nuovo per fare la manutenzione degli impianti esistenti. Ma buttare via tutti gli impianti che non sono arrivati a fine vita sarebbe un assurdo da tutti i punti di vista! Rimane quindi, come unica opzione, il riutilizzo dei gas delle macchine a fine vita. Attualmente questo tipo di recupero è molto basso, perché agli installatori che rimuovono gli impianti risulta più facile rilasciare il gas all’aria libera oppure raccoglierlo in forma mescolata. Ma in presenza di specifici meccanismi EPR, con gli adeguati incentivi e con l’istituzione di filiere regolari e controllate, la situazione potrebbe cambiare radicalmente. Il beneficio ambientale sarebbe doppio: da un lato si eviterebbe la rottamazione anticipata di tantissimi impianti, con il conseguente risparmio di materie prime, e dall’altro si ridurrebbe l’emissione di gas serra.

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