Skip to main content

Riciclo delle batterie al litio: l’Italia sta correndo

Nei prossimi anni la domanda di batterie al litio per le automobili elettriche è destinata ad aumentare sempre di più. A Quattroruote Next, Giuliano Maddalena ha fatto un punto della situazione su riciclabilità e infiammabilità delle batterie, illustrando le criticità e offrendo segnali di speranza per il prossimo futuro.

Nei prossimi anni la domanda di batterie al litio per le automobili elettriche è destinata ad aumentare sempre di più. L’emergenza climatica impone di adottare soluzioni alternative ai combustibili fossili; inoltre l’attuale panorama geopolitico impone di ridurre la dipendenza energetica dalla Russia e da altri paesi produttori limitando l’approvvigionamento energetico sia per l’Europa che per gli Stati Uniti.

La transizione energetica rappresenta una soluzione ai due problemi sopra citati; per questo motivo l’elettrificazione procede a tappe forzate, da qui al 2030 si prevede un aumento della domanda globale delle batterie al litio pari al 27% all’anno.

Di queste tematiche ne ha parlato il Direttore di SAFE Giuliano Maddalena durante l’evento Quattroruote Next, organizzato lo scorso ottobre a Milano dalla rivista Quattroruote, che ha fatto il punto sulla catena del valore delle batterie in Europa, ricordando che, tutte queste batterie, una volta arrivate a fine vita, dovranno essere gestite in modo adeguato. “Le filiere e le tecnologie del recupero non sono ancora del tutto sviluppate. I problemi da affrontare nell’immediato sono due; innanzitutto l’elevato costo del riciclo, oggi riciclare batterie al litio costa 3 mila euro alla tonnellata e questo può portare a meccanismi non virtuosi con una gestione del rifiuto non corretta, come ne è una testimonianza quanto accaduto nella tristemente nota Terra dei fuochi; poi c’è il tema dell’infiammabilità che impatta soprattutto sulla sicurezza dello stoccaggio e del trasporto. La strada è comunque segnata, non è possibile fermarsi ma bisogna percorrerla con determinazione”.

Il riutilizzo e il riciclo delle batterie al litio in Italia

L’Italia sta correndo”, ha spiegato Maddalena, “e a dimostrarlo sono le innovazioni messe in campo da Midac, socio fondatore del consorzio Ecopower, che sta portando avanti un progetto di interesse europeo assieme a Enel X e alcuni importanti enti di ricerca ed università”.

Filippo Girardi, Presidente e AD della Midac Batteries di Soave (VR), ha fornito ad Oltreilgreen24 maggiori dettagli su questo progetto. “MIDAC ha impostato il suo programma di riciclo delle batterie al litio allineandosi con i criteri di priorità della gestione dei rifiuti, dando quindi priorità al riuso prima del riciclo. Per far questo abbiamo brevettato un algoritmo di test che ci permette di capire se una batteria al litio proveniente da un’auto elettrica può essere destinata a Second Life o deve essere riciclata. Second Life significa riutilizzare, in applicazioni less intensive, batterie che sono considerate rifiuto in nuove applicazioni che richiedono una minore performance energetica, quali l’accumulo di energia da fonti rinnovabili.

A volte, i proprietari delle auto elettriche, si disfano del veicolo ancora funzionante perché il mezzo ha perso parte dell’autonomia rispetto alle prestazioni iniziali. La riduzione dell’autonomia delle batterie, dovuta all’invecchiamento nell’uso, non significa necessariamente una perdita nella capacità di accumulare energia e quindi questi pacchi batteria possono essere ingegnerizzati e riutilizzati profittevolmente per accumulare energia, con basse correnti di carica e scarica, come nelle applicazioni legate agli impianti fotovoltaici. Inoltre esistono molti altri settori di mercato in cui densità energetica ed ingombri sono meno stringenti del settore automotive quali: macchine movimento terra, gru, trattori agricoli e altri macchinari industriali che hanno processi di utilizzo e ricarica diversi da quelli di un’automobile. Le applicazioni possono essere di molti tipi, se entriamo veramente nella logica green non dobbiamo limitarci a pensare alle automobili”.

Sfide e obiettivi del progetto MIDAC

“Quando il Second Life non è possibile allora bisogna puntare ad un processo di riciclo efficiente”, ha spiegato Girardi. A questo fine la sua azienda sta approntando una linea di riciclo pilota in un nuovo capannone da 3500 m2 dedicata al riciclo delle componenti delle batterie al litio. “Le batterie al litio sono costituiti da materiali compositi che complicano il processo di riciclo, d’altra parte sono anche una miniera di materiali critici, soprattutto metalli, indispensabili per la transizione energetica. La sfida è passare da un tasso attuale del 40% ad un livello di recupero del 90%, obiettivo del progetto MIDAC. Per riuscirci stiamo implementando tecnologie nuove, che siano in grado di riciclare tutte le tipologie di batterie e che avranno un basso impatto ambientale ed elevati standard di sicurezza. Il progetto MIDAC è allineato ai nuovi standard richiesti dalla nuova Direttiva Batterie e consentirà di fornire al mercato Europeo le materie prime necessarie per sostenere la produzione di pacchi batterie Made in Europe”.

“Rispetto alle tecnologie che sono state utilizzate fino a oggi”, prosegue Girardi “questo processo ha costi più alti, ma MIDAC riuscirà a sostenerli perché la qualità e la quantità di materiali recuperati e messi a valore è molto più ampia rispetto ai processi standard, e questo oltre ad avere un effetto positivo sull’ambiente, creerà una migliore sostenibilità economica. MIDAC, finita la fase di sperimentazione sulla Pilot Line, realizzerà a partire dal 2026 un impianto di riciclo industriale con volumi trattati in grado di sostenere la filiera del recupero delle batterie al litio in Italia.”

Il progetto di Midac è il preludio ad altri investimenti industriali. “Se le nostre stime di domanda di celle al litio sarà confermata” ci ha riferito in anteprima Girardi “investiremo in una minifactory specializzata. Per questo tipo di applicazioni non c’è infatti bisogno di una gigafactory che lavori su larga scala, ma di lavorare con accuratezza per creare soluzioni ritagliate sulle esigenze del cliente”.

Safe – Hub Italiano dei Consorzi per le Economie Circolari