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Pompe di calore: le violente fluttuazioni del mercato mettono in difficoltà i produttori

Le pompe di calore elettriche sono strategiche per l’ambiente, e per questo motivo l’Unione Europea vuole portarle nelle case di 60 milioni di utenti entro il 2030. Ma dopo il boom di degli ultimi anni in Italia c’è stato un brusco calo delle vendite. Cosa succede? SAFE ha deciso di venire incontro alle imprese in difficoltà.

Le pompe di calore elettriche sono un’opzione di riscaldamento efficiente e pulita, tant’è che nel piano REPowerEU , pubblicato a maggio 2022, la Commissione Europea si prefigge di triplicarne l’utilizzo entro il 2030, passando da 20 a 60 milioni di utenze negli stati membri. Un obiettivo di sicuro ambizioso ma che fino a 6 mesi fa non appariva troppo difficile da raggiungere.

International Energy Alliance ed European Heat Pump Association hanno infatti riferito per il biennio 2021-2022 un vero e proprio boom dell’immesso sul mercato dell’Unione: +35% nel 2021 e + 38% nel 2022. Un’impressionante balzo in avanti che gli esperti hanno attribuito alle politiche di incentivo dei governi ma anche, in misura determinante, all’aumento dei prezzi energetici provocato dalla guerra in Ucraina.
“Nel passato le opzioni di energia pulita erano sostenute per contrastare il cambiamento climatico” ha spiegato ad EURACTIV il direttore esecutivo di International Energy Alliance Fatih Birol.Ma oggi in Europa il driver più grande, per le pompe di calore, così come per il solare, l’eolico e i veicoli elettrici, è la sicurezza energetica”.
Ma in relazione al primo semestre 2023, contro l’aspettativa di molti, l’European Heat Pump Association ha riferito di una significativa flessione delle vendite di pompe di calore: un trend che se non fosse revertito potrebbe rendere più remoto il raggiungimento degli obiettivi europei. Ma mentre in altri paesi dell’Unione la contrazione del mercato è stata più moderata, in Italia c’è stata una brusca frenata.

Cosa è successo?

In Finlandia, dove il calo è stato del 17%, si è parlato di “normalizzazione del mercato” dopo lo shock emotivo dato dall’improvvisa impennata dei prezzi dell’energia, oltre che a una minore predisposizione agli investimenti domestici dovuta ai tassi di interesse più alti e all’incertezza economica. Il -6% delle vendite in Polonia è stato invece attribuito a problemi nelle catene di approvvigionamento e alla poca chiarezza delle politiche governative. In Italia le vendite sono diminuite del 34%. La frenata dei consumi nostrani, secondo alcuni commentatori, va attribuita alle complessità legate al Superbonus così come alla cessione del credito per gli incentivi di riqualificazione: il livello di confusione esistente avrebbe generato nei consumatori insicurezza e indecisione. In Germania il Governo si appresta a reincentivare il mercato delle pompe di calore riducendo il prezzo dell’elettricità.

Lo scorso 23 ottobre Marco Dall’Ombra, esponente di Assoclima-Gruppo Pompe di Calore, è intervenuto in una tavola rotonda del Sole24ore invitando a tener conto di un trend generale che comunque rimane positivo: il risultato del 2023 non è stato entusiasmante come nel 2022, dove le vendite delle pompe aria-acqua hanno raggiunto il picco di 165.000 vendite annue, ma è comunque molto superiore alle performance di sei o sette anni fa (quando dopo alcuni anni di crisi il mercato ha iniziato a riattivarsi).

Nel 2016 le pompe di calore aria-acqua immesse nel mercato italiano sono state circa 20.000, mentre nel 2023 il dato definitivo dovrebbe assestarsi attorno alle 100.000 unità (una performance significativamente superiore a quella del 2021). Sugli altri tipi di pompe di calore non si conosce ancora il dato definitivo, ma la contrazione delle vendite è stata minore. Per la penetrazione delle pompe di calore a essere determinante, sottolinea Dall’Ombra, è il rapporto risultato/prezzo tra elettricità e gas.

“In attesa che il mercato si risollevi” ha annunciato il Direttore del sistema SAFE Giuliano Maddalena“abbiamo deciso di sostenere le imprese produttrici in difficoltà riducendo la percentuale di acconto sull’immesso sul mercato 2023 che i consorziati Ecoped e Ridomus dovranno versare entro fine anno”.

Safe – Hub Italiano dei Consorzi per le Economie Circolari