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L’Ecodesign visto da dentro: parla Riello

La progettazione circolare non è una cosa semplice: occorre sviluppare specifiche soluzioni tecniche per ogni prodotto e testare le innovazioni in linea di produzione. La redazione di SAFE ha intervistato Noé Ciofolo, ingegnere di Riello (che su questo fronte è in prima linea!).

La nuova direttiva europea sull’Ecodesign è alle porte: lo scorso 4 dicembre Consiglio e Parlamento Europeo si sono accordati su un testo finale che molto probabilmente diventerà legge entro primavera. A differenza della direttiva in vigore la nuova norma conterrà obblighi specifici riguardanti la progettazione dei prodotti (sostenibilità dei processi produttivi, tasso di materiali riciclati nel prodotto, caratteristiche di durevolezza, riutilizzabilità riciclabilità e riparabilità del prodotto). Una sfida tecnica epocale che dovrà essere raccolta dall’intero settore industriale europeo, e in particolare dagli ingegneri e designer che si occupano concretamente di progettare i prodotti. Abbiamo parlato con uno di loro.

Noé Ciofolo è il Responsabile della progettazione meccanica residenziale e commerciale di Riello, marchio leader nella produzione di sistemi e tecnologie per il riscaldamento, il raffrescamento e l’efficienza energetica nei settori residenziale e commerciale. Riello è parte di Carrier Global Corporation, leader mondiale nelle soluzioni intelligenti per il clima e l’energia.

Sig. Ciofolo, come impatterà la direttiva Ecodesign sulle vostre linee di produzione?

Non ci saranno grossi impatti perché già da anni lavoriamo alla progettazione dei nostri prodotti con un’attenzione a ridurre l’impronta che hanno sull’ambiente. A supportarci in questo ambito è Ecoped, il nostro consorzio di riferimento per gli adempimenti relativi alla responsabilità estesa del produttore. Ecoped ci assiste nell’analisi del ciclo di vita dei prodotti aiutandoci a verificarne le caratteristiche di riciclabilità, e ci accompagna anche nel lavoro di individuazione delle soluzioni tecniche per aumentarne la performance.  Sui prodotti esistenti in portfolio abbiamo adottato un approccio di reverse engineering, ossia abbiamo ripercorso all’indietro tutte le fasi di produzione analizzando il livello di sostenibilità di ogni singolo fattore e processo produttivo e siamo intervenuti chirurgicamente nella sostituzione dei materiali. Sulle nuove caldaie residenziali che stiamo presentando sul mercato abbiamo già adottato un nuovo approccio di progettazione incentrato sulla sostenibilità.

E poi cosa succede?

A valle della progettazione e di specifici test, realizziamo dettagliati disegni e specifiche tecniche che trasmettiamo ai fornitori che producono la componentistica. Infine, per accertarci che il loro lavoro corrisponda ai nostri standard, disponiamo di un sistema di audit.

Qual è attualmente il livello di riciclabilità dei vostri prodotti?

Nelle nostre analisi utilizziamo due distinti concetti di riciclabilità. Il primo, teorico, riguarda la possibilità di riciclo del materiale analizzato. Il secondo, reale, è riferito alla fattibilità operativa, economica e di mercato di questi processi tecnologici, e include l’analisi dei costi e indagini relative all’offerta impiantistica presente nelle regioni geografiche in cui avviene la produzione. Per i nostri prodotti gestiamo alcuni materiali che tecnicamente potrebbero essere riciclati, ma che ad oggi non hanno tecnologie disponibili per il riciclo. Ad esempio, le nostre caldaie residenziali di ultima generazione hanno un indice di riciclabilità teorica che supera il 90 % e un indice di riciclabilità reale che va dal 78 all’82 % a seconda del prodotto. Ad aumentare il livello di concreta riciclabilità non sono solo i materiali di partenza, ma anche il loro livello di riconoscibilità. Ad esempio, sui particolari ricavati da processo di stampaggio, prevediamo l’utilizzo di simbologia specifica al fine di rendere facilmente riconoscibile il materiale utilizzato. Inoltre, la progettazione dei componenti adotta sistemi di assemblaggio e disassemblaggio rapido per facilitarne lo smistamento negli impianti di trattamento del prodotto a fine vita.

La normativa Ecodesign è l’unica che impatta sulla vostra produzione?

No, le norme sono molte e a volte non è facile districarsi tra tutti i requisiti che variano non solo in base alla tipologia di prodotto, ma anche in base al paese di commercializzazione. Durante lo sviluppo di nuovi prodotti o l’aggiornamento di prodotti/processi produttivi esistenti, teniamo conto delle normative vigenti ed analizziamo le direttive che entreranno in vigore nell’immediato futuro, il tutto con uno sguardo agli obiettivi di sostenibilità a lungo termine. I nostri prodotti oltre ad essere soggetti a normative di settore, devono essere conformi a direttive generali come ad esempio, la REACH, la ROHS o normative specifiche che ci vincolano all’utilizzo di materiali certificati per il contatto con acqua sanitaria, questi materiali solitamente richiedono un elevato grado di purezza che non sempre può essere ottenuto dalla materia riciclata. E’ su questo tipo di aspetti che si concentra il nostro sforzo di innovazione.

L’ecodesign impatta l’intero ciclo di vita di un prodotto. Un design ecocompatibile prevede di utilizzare materiali sostenibili, già riciclati ove possibile, adeguare i processi produttivi, ridurre gli sprechi, mettere in atto le necessarie attività per semplificare il processo di riutilizzo o riciclaggio del prodotti a fine vita, al fine di ridurne al minimo l’impatto che hanno sul pianeta.

Anche in campo ambientale occorre orientarsi in una molteplicità di norme che vengono costantemente aggiornate. Ad esempio, da più di 30 anni utilizziamo imballaggi interamente in cartone. In più, abbiamo cambiato gli impianti stampa per adattarli alle nuove prescrizioni sul labeling entrate in vigore lo scorso anno. Oggi utilizziamo per gli imballi delle caldaie residenziali di ultima generazione un cartone FSC, che è composto da materiale da riciclo e recupero e materiali biocompatibili al posto delle pellicole protettive e sacchetti in plastica per l’accessoristica e la documentazione interna, implementazioni che ci permettono di abbassare l’impatto ambientale.

L’Ecodesign è un costo o un’opportunità?

La nostra azienda lo considera un’opportunità. Lavorare in modo sostenibile e circolare offre importanti vantaggi competitivi: i consumatori riconoscono sempre di più la qualità dei materiali e hanno consapevolezza di aspetti chiave come il livello di efficienza energetica del prodotto e il suo potenziale in termini di durevolezza. Le nostre caldaie hanno una durata media di 12-15 anni, hanno una ottima efficienza energetica, sono predisposte per l’utilizzo di miscele di gas naturale e idrogeno fino al 20% con la possibilità di raggiungere il 100 % grazie ad un kit di conversione in via di sviluppo. Sono in prevalenza composte da materiali ben riconoscibili, altamente riciclabili e in parte significativa ottenuti da materiali riciclati, come l’acciaio, la lamiera, l’alluminio e le termoplastiche. Anche i processi di montaggio e di test finali vengono costantemente aggiornati e migliorati per ridurre l’impatto ambientale complessivo del prodotto.

Safe – Hub Italiano dei Consorzi per le Economie Circolari