Skip to main content

È nata TWM: uno strumento per trasformare il sogno in realtà

TWM (Textil Waste Management) sta muovendo i suoi primi passi, per far sì che la visione circolare dei produttori tessili possa esprimere il suo massimo potenziale, accogliendo appieno la sfida della Responsabilità Estesa del Produttore. Il principale cliente di TWM è Retex.green, consorzio di produttori fondato da Sistema Moda Italia e Fondazione del Tessile.

Responsabilità Estesa del Produttore (EPR)

L’introduzione di un nuovo regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) del Tessile è imminente. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sta ultimando la bozza di decreto, e parallelamente Consiglio e Parlamento Europeo stanno valutando una proposta della Commissione che punta a rendere l’EPR tessile obbligatorio in tutti gli Stati Membri. I produttori tessili dovranno quindi, molto presto, organizzare e finanziare le filiere del recupero dei rifiuti tessili, perseguendo obiettivi di circolarità improntati al massimo riutilizzo e al massimo riciclo.

Il settore tessile italiano

Il settore tessile italiano, che è di gran lunga il più forte in Europa (circa il 40% della produzione tessile dell’Unione), si sta preparando attivamente al nuovo scenario e ha già creato cinque differenti consorzi che coordineranno le filiere: Retex.green, spin-off di Sistema Moda Italia e Fondazione del Tessile; Recrea, costituito dalla Camera Nazionale della Moda;  Ecotessili, che è espressione della grande distribuzione organizzata; Cobat Tessile ed Erion Textile, espansione di due consorzi specializzati in batterie e rifiuti da apparecchi elettrici ed elettronici. Per i produttori tessili la partita dell’EPR ha un’importanza strategica: di fatti il nuovo regolamento europeo Ecodesign, anch’esso alle porte, stabilisce che ogni prodotto tessile messo in circolazione nell’Unione dovrà contenere specifiche quote di tessile riciclato; e la disponibilità sul mercato di quest’ultimo dipenderà, in gran parte, proprio dalle filiere del recupero organizzate in ottica EPR. Ma i leader del tessile italiano, al di là delle indicazioni di legge, hanno già da tempo sposato la circolarità facendone il caposaldo della loro visione di sviluppo. “Il Made in Italy  tradizionalmente si distingue per l’eccellenza qualitativa: un connotato oggi è integrato a quello di sostenibilità”, ha detto il Presidente di Sistema Moda Italia Sergio Tamborini in occasione di un’intervista rilasciata lo scorso marzo alla newsletter Oltreilgreen24.

 

TWM | Textile Waste Management

TWM (Textile Waste Management società consortile per azioni) è nata alla fine del 2023 e sta muovendo ora i suoi primi passi. L’obiettivo è far sì che la visione circolare dei produttori tessili possa esprimere il suo massimo potenziale” spiega l’Amministratore Delegato di TWM Giuliano Maddalena. Il principale cliente di TWM è Retex.green, che è il consorzio costituito da Sistema Moda Italia e Fondazione del Tessile.

TWM è costituita da SAFE s.c.p.a., che è un noto sistema di Consorzi con esperienza ventennale nel coordinamento delle filiere EPR di pneumatici, batterie e rifiuti elettrici ed elettronici, e da Envalue Consulting, il quale riunisce le competenze ed esperienze di una pluralità di professionisti specializzati in settore ambientale, gestione d’impresa e salute e sicurezza sul lavoro. “Envalue Consulting è stato il bacino di incubazione dell’iniziativa, ha svolto una funzione di raccordo tra alcuni importanti produttori tessili del Made in Italy, che avevano bisogno di rendere concreta la loro visione di economia circolare, e l’hub SAFE, che ha la capacità operativa di coordinare le filiere di raccolta e recupero dei rifiuti”, spiega Alessandro Chilosi, amministratore unico di Envalue Consulting e membro del CdA di TWM. “In Envalue abbiamo costruito un team interdisciplinare che, grazie alla collaborazione con il noto esperto del settore Pietro Luppi, si è occupato dapprima di studiare in maniera approfondita le filiere esistenti della raccolta e del recupero dei rifiuti tessili. A partire da questa base di analisi sono state ideate e sviluppate formule e soluzioni specifiche sia per i rifiuti tessili industriali che per quelli preconsumo e postconsumo, con l’obiettivo di costruire un sistema efficiente, trasparente e caratterizzato da alti standard etici ed ambientali”.

“In seno a TWM”, spiega Chilosi, “Envalue Consulting si occupa principalmente della compliance del sistema, del processo di qualificazione e monitoraggio dei fornitori, e delle analisi e verifiche necessarie alla progettazione dei servizi”.

Il ruolo di Safe

Il ruolo di SAFE è invece quello di costruire, coordinare e controllare quotidianamente le filiere del recupero dei rifiuti tessili.  “Già oggi siamo in grado di offrire ai Produttori del settore tessile-abbigliamento un circuito verificato e controllato di imprese della raccolta e recupero dei rifiuti tessili diffuso sull’intero territorio nazionale, e stiamo estendendo questo circuito anche ad altri paesi dell’Europa e dell’Area Mediterranea)”, riporta l’Amministratore Delegato di TWM Giuliano Maddalena. ”Siamo inoltre attivi, assieme ai nostri clienti, nella sperimentazione e ricerca di nuove soluzioni di riciclo”.

“I nostri clienti non sono interessati al mero adempimento di obblighi ambientali, vanno oltre”, puntualizza l’Amministratore Delegato di TWM. “ Sono imprese che hanno imboccato irreversibilmente la strada della circolarità, che non significa semplicemente ‘recuperare i rifiuti’, ma costruire filiere integrate e simbiotiche, dove la progettazione ecocompatibile, il riutilizzo, il riciclo, la riparazione, l’innovazione tecnologica e le proposte di valore sono parte integrante di un unico e potente Ecosistema”.

Legalità la priorità assoluta

“La legalità” continua Giuliano Maddalena “è la nostra priorità assoluta, e per questa ragione abbiamo adottato una procedura di monitoraggio e controllo chiamata ECOGUARD® TESSILE, che si ispira allo strumento ECOGUARD® che SAFE ed Ecoped applicano già da anni sulle filiere dei RAEE.  In questa procedura, il metodo di selezione dei fornitori include approfondite analisi reputazionali ed audit documentali e di campo che sono reiterati almeno una volta all’anno. Gli audit includono accurati controlli documentali e visite di campo, durante le quali viene verificata la regolarità dei processi operativi e analizzata con estremo rigore la coerenza merceologica degli stock in entrata ed uscita dagli impianti. Ogni singolo trasporto di rifiuti è monitorato in tempo reale da un ufficio specializzato, che si accerta che i veicoli siano autorizzati, che le quantità trasportate coerenti, e che gli impianti di destinazione non eccedano le giacenze autorizzate. I controlli non si limitano a seguire il percorso del rifiuto ma approfondiscono anche cosa accade a valle dell’End of Waste nelle filiere del riutilizzo e del riciclo”. “A spingerci su questa linea” racconta Maddalena “è stata la coscienza degli scempi ambientali provocati fino a oggi dalle filiere del recupero tessile meno controllate. Abbiamo analizzato i fenomeni di smaltimento illecito in Africa, in India e nella nostrana Terra dei Fuochi, e abbiamo seguito passo passo i lavori della Commissione Ecomafie nel filone d’inchiesta rifiuti tessili e abiti usati. Proponendoci di sviluppare filiere a rischio zero abbiamo adattato i criteri ECOGUARD® di SAFE all’ambito tessile”.

 

Soluzioni circolari su misura

Andando più nello specifico dei servizi offerti, il Responsabile Sviluppo Massimiliano Marin riferisce che TWM “offre alle imprese tessili del suo circuito assistenza tecnica, operativa e organizzativa nella costruzione di soluzioni circolari su misura, open loop o closed loop,  sviluppando soluzioni di riutilizzo e di riciclo per tutte le esigenze. Offriamo soluzioni su misura anche per l’Upcycling e la Riparazione dei prodotti finiti preconsumo (l’invenduto) e postconsumo. Le soluzioni di Upcycling vengono individuate in collaborazione con esperti stilisti e in accordo con le strategie di marketing e le politiche di brand dell’azienda committente. Gli interventi di Riparazione avvengono grazie  a una consistente rete di designer e artigiani specializzati, che fanno capo a un grande centro di riparazione”.

Safe – Hub Italiano dei Consorzi per le Economie Circolari