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Direttiva rifiuti, le proposte al vaglio del Consiglio Ambiente

A fine Marzo il Consiglio Europeo dei Ministri dell’Ambiente ha discusso la proposta di modifica alla direttiva quadro sui rifiuti, che punta a introdurre misure decisive sul fronte della riduzione dei rifiuti alimentari e del recupero dei rifiuti tessili (per i quali si prevede l’istituzione obbligatoria di specifici regimi EPR). Il resoconto è di Mauro Calabrese.

Dibattito orientativo del Consiglio dei Ministri dell’Ambiente sulla proposta della Commissione di revisione mirata della Direttiva quadro sui rifiuti per fissare gli obiettivi di riduzione dei rifiuti alimentari per il 2030 e la possibilità di introdurre il regime della responsabilità estesa dei produttori tessili per contrastare l’impatto ambientale dei rifiuti tessili.

 

Consiglio «Ambiente»

I Ministri dell’Ambiente dei 27 Stati Membri dell’Unione Europea si sono riuniti a Bruxelles il 25 marzo 2024 per discutere gli obiettivi climatici della Ue per il 2040, l’approvazione definitiva della proposta di revisione del Regolamento sulla spedizione dei rifiuti e sulle prospettive di revisione, entro il 2027, della Direttiva Quadro sui rifiuti, in particolare riguardo agli scarti alimentari e del settore tessile, insieme alla proposta di Regolamento per la prevenzione della dispersione di pellet di plastica nell’ambiente riducendo ulteriormente l’inquinamento da microplastiche.

 

Direttiva quadro sui rifiuti

La Commissione ha presentato una proposta di modifica mirata, entro il 2027. della Direttiva 2008/98/Ce, cd «Direttiva quadro sui rifiuti», come parte integrante del Green Deal europeo, del nuovo Piano d’Azione per l’Economia Circolare, della strategia «dal produttore al consumatore» e della strategia della Ue per prodotti tessili sostenibili e circolari, proposta incentrata sui settori della produzione alimentare e del tessile, ad alta intensità di risorse, che ogni anno generano circa due milioni di tonnellate di prodotti smaltiti come rifiuti, con rilevante impatto sull’ambiente.

Obiettivo della Commissione è la riduzione degli impatti ambientali e climatici associati alla produzione e alla gestione dei rifiuti alimentari, fissando obiettivi vincolanti di riduzione dei rifiuti alimentari globali pro capite a livello di vendita al dettaglio e di consumatori del 50% e delle perdite alimentari lungo le catene di produzione e di approvvigionamento entro il 2030, imponendo agli Stati Membri di rivedere e adattare i rispettivi programmi nazionali di prevenzione dei rifiuti alimentari.

Per quanto riguardi i rifiuti tessili la proposta discussa prevede l’introduzione e l’applicazione di un regime armonizzato della responsabilità estesa ai dei produttori tessili e prevedendo che i prodotti tessili usati siano sottoposti a cernita in vista del riutilizzo o di un efficiente riciclo, come misura in linea con i principi della gerarchia dei rifiuti, rispettando e rafforzando il ruolo dei soggetti dell’economia sociale.

di Mauro Calabrese | Sole24ore Professionale