Riduzione degli sprechi, accordo sulla Direttiva Ue su alimenti e tessile
Mauro Calabrese illustra punto per punto i contenuti dell’accordo europeo su EPR tessile e rifiuti alimentari. Questo accordo conclude la fase di trilogo tra Commissione, Parlamento e Consiglio europei, in merito alla modifica della direttiva quadro sui rifiuti 98/2008.
di Mauro Calabrese
Accordo Ue
Raggiunto il 19 febbraio 2025 l’accordo provvisorio tra Consiglio Europeo e Parlamento Ue sulla proposta della Commissione per una revisione mirata della Direttiva 2008/98/CE, cd Direttiva Quadro sui rifiuti, che prevede l’adozione di obiettivi comuni per la riduzione degli sprechi alimentari entro il 2030 e misure per la sostenibilità e la riduzione dei rifiuti nel settore tessile.
La modifica concordata mira a promuovere l’Economica Circolare e rafforzare la competitività dell’Unione Europea attraverso il sostegno dell’innovazione e del passaggio a pratiche industriali e di consumo sostenibili per ridurre gli sprechi tessili e alimentari, aumentando la sostenibilità per le imprese e i consumatori e armonizzando il mercato unico dei prodotti tessili usati e di scarto.
Scarti alimentari
La proposta di revisione prevede di fissare per l’UE obiettivi realisticamente raggiungibili in tema di rifiuti alimentarli, in linea con l’Obiettivo 12.3 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite 3 di dimezzare gli sprechi alimentari globali pro capite e ridurre le perdite alimentari lungo le catene di produzione e di approvvigionamento entro il 2030, con la riduzione del 10% dei rifiuti di trasformazione e fabbricazione rispetto alla quantità media di sprechi alimentari generata nel periodo 2021-2023 e la riduzione del 30% pro capite dei rifiuti provenienti dal commercio al dettaglio, dai ristoranti, dai servizi di ristorazione e dai nuclei domestici rispetto alla quantità media di sprechi alimentari generata nello stesso periodo.
Oltre a fissare obiettivi concreti e raggiungibili, le nuove misure prevedono l’incentivazione della donazione volontaria dei prodotti alimentari invenduti che sono sicuri per il consumo umano, come aspetto importante della riduzione degli sprechi alimentari, prevedendo la Commissione di sostenere gli sforzi degli Stati Membri per mezzo della condivisione delle migliori pratiche e l’apprendimento attraverso la piattaforma dell’Ue sulle perdite e gli sprechi alimentari, finanziando la ricerca e fornendo sovvenzioni per azioni concrete.
Responsabilità tessile
Per ridurre gli sprechi e la produzione di rifiuti tessili, le nuove disposizioni prevedono l’istituzione in ogni Stato Membro di un proprio regime di responsabilità estesa del produttore (EPR) per i prodotti tessili e calzaturieri, così che i produttori tessili e marchi di moda contribuiscano alla gestione dei prodotti tessili usati e di scarto durante l’intero ciclo di vita dei prodotti, contribuendo al finanziamento della raccolta e del trattamento dei rifiuti in funzione della circolarità e sostenibilità della progettazione dei prodotti, così da incoraggiare buone pratiche di progettazione di prodotti tessili più duraturi e più facili da riutilizzare, riparare e riciclare, parallelamente sostenendo gli investimenti nelle capacità di raccolta differenziata, cernita, riutilizzo e riciclaggio, per sviluppare un mercato e una Economia Circolare per gli scarti tessili.
Altre misure prevedono il contrasto della sovrapproduzione di rifiuti tessili e le pratiche di moda rapida e ultrarapida, cd «ultra-fast and fast fashion», per evitare lo scarto di prodotti tessili che non sono ancora giunti al termine del ciclo di vita potenziale, potendo gli Stati Membri adeguare le tariffe pagate dai produttori in funzione della durata di utilizzo dei prodotti tessili e della loro durabilità.
Rifiuti tessili
Tra le misure previste in tema di rifiuti, la revisione della Direttiva Quadro mira a contrastare più efficacemente l’esportazione illegale di scarti e rifiuti tessili, modificando le definizioni previste dalla normativa, per chiarire meglio la differenza tra rifiuti e prodotti tessili riutilizzabili, oltre a prevedere che la cernita avvenga prima della spedizione dei prodotti tessili usati, per garantire l’esportazione dei rifiuti tessili avvenga a condizione che siano gestiti in modo sostenibile dal punto di vista ambientale.
Il nuovo quadro armonizzato riguarderà tutte le imprese, di ogni dimensione, anche per quanto riguarda l’accesso alle risorse e alle infrastrutture necessarie per un adeguato trattamento dei rifiuti tessili, prevedendo, per ridurre gli oneri amministrativi necessari a conformarsi ai nuovi obblighi, che le microimprese dispongano di un anno supplementare dall’istituzione dei regimi di responsabilità estesa del produttore, fino a tre anni e mezzo dall’entrata in vigore delle nuove norme.
Approvazione definitiva
Dopo l’accordo provvisorio il Consiglio e il Parlamento dovranno formalmente adottare la bozza di Direttiva riveduta, che prevede il recepimento da parte degli Stati Membri entro venti mesi dall’entrata in vigore, salvo il regime di esenzione per le imprese di minori dimensioni.







