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Pneumatici fuori uso: senza emersione l’eccedenza è permanente

Negli ultimi mesi, nei laboratori dell’autoriparazione, si sono accumulate migliaia di tonnellate di pneumatici fuori uso. Volumi che eccedono, per l’ennesima volta, le quote annue di raccolta assegnate ai Consorzi di produttori dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Su questo argomento abbiamo ascoltato il Presidente di Pneulife Andrea Moreschi e il Direttore di SAFE Giuliano Maddalena.

A lanciare l’allarme, ancora una volta, è Confartigianato: l’associazione di categoria che rappresenta le autofficine. Negli ultimi mesi, nei laboratori dell’autoriparazione, si sono accumulate migliaia di tonnellate di pneumatici fuori uso. Volumi che eccedono le quote annue di raccolta assegnate ai Consorzi di produttori dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Nel quadro del regime di responsabilità estesa del produttore, di fatti, i produttori sono tenuti a farsi carico della raccolta di una quota di pneumatici fuori uso che è proporzionale alla quantità di pneumatici nuovi che immettono sul mercato. Attualmente gli obblighi di raccolta dei consorzi sono fissati al 95% dell’immesso sul mercato, che è già di per sé una quota molto alta, che supera di gran lunga la normale rotazione di consumo e generazione di rifiuto attribuibile alla distribuzione sul mercato degli pneumatici nuovi. Com’è possibile, quindi, che il 95% non basti?

 

“Il nostro consorzio sta rispettando le disposizioni ministeriali, le quali chiedono raccolte regionali e quantitativi da rispettare” commenta Andrea Moreschi, Presidente di Pneulife, consorzio di produttori che nel 2024 ha raccolto il 108% della sua quota di immesso sul mercato.

“Evidentemente se questo non sta risolvendo la situazione il problema è a monte e non a valle”.

Il sistema di raccolta va rivisto? “Certamente non risolveremo questo problema analizzando esclusivamente la raccolta e le sue dinamiche” risponde Moreschi. “Impossibile risolverlo se ci concentreremo esclusivamente sulla raccolta, indipendentemente dal fatto che sia essa libera oppure coordinata da un apposito apparato. Irrigidire ulteriormente il sistema di raccolta sarebbe un errore strategico”.

 

L’origine del problema, da tempo nota a tutti gli stakeholder, risiede nell’evasione dal contributo ambientale. Ad aggirare la legge sono soprattutto i commercianti che vendono pneumatici per mezzo delle piattaforme online. Commercianti che riescono a offrire prezzi sempre più competitivi grazie alla frequente elusione non solo del contributo ambientale, che di per sé non pesa molto sul prezzo finale, ma anche dell’IVA. I volumi di pneumatici che evadono il contributo non sono tracciati, e ciò rende impossibile includerli nel computo dell’immesso sul mercato, rendendo difficile, a sua volta, pianificare il recupero dei prodotti a fine vita. Di conseguenza, le autofficine si riempiono di quantità imprevedibili di pneumatici non tracciati dal sistema. Negli ultimi anni, secondo i calcoli del MASE, le eccedenze ingiustificate si sono assestate tra le 30.000 e le 40.000 tonnellate annue, equivalenti ad alcuni milioni di unità.

 

Un anno fa, nell’aprile del 2024, dando adito alle istanze di Pneulife e di altri consorzi di produttori, il MASE ha istituito con apposito Decreto un Registro nazionale dei produttori e degli importatori di pneumatici. “Un utile passo verso una maggiore trasparenza e tracciabilità”, ha commentato il Direttore di SAFE Giuliano Maddalena rispondendo alla domanda di un lettore nello scorso numero di Oltre il Green 24. “Ma alla luce di quanto sta accadendo, appare evidente che questo provvedimento non è stato sufficiente a revertire il fenomeno. Bisogna insistere con maggiore determinazione sul fronte dell’emersione”.

 

Secondo Confartigianato, che ha diffuso le proprie posizioni in una nota stampa, è urgente “una misura strutturale volta ad efficientare sistema di gestione e raccolta degli pneumatici in un’ottica di trasparenza, tracciabilità e legalità in grado di garantirne la sostenibilità economica”.