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Raee e batterie, normative diverse e trattamento differente

Il TAR del Lazio non ha dubbi: la normativa prevede una disciplina diversa per le apparecchiature elettriche ed elettroniche e per le pile e gli accumulatori, quindi anche il trattamento dei relativi rifiuti segue regimi differenti: anche nel caso delle batterie integrate nei Raee dopo essere state smontate.

La normativa europea e nazionale di recepimento prevedono una disciplina diversa per le apparecchiature elettriche ed elettroniche e per pile e accumulatori, così che anche il trattamento dei relativi rifiuti segue regimi differenti, anche quando si tratta delle batterie integrate nei Raee dopo essere state smontate.

 

Tar Lazio

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione II Ter, con sentenza 5 gennaio 2024, n. 235, si è pronunciato sulla definizione di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (Raee) e sul trattamento, anche normativo, delle pile e batterie che siano ancora integrate nelle apparecchiature, in materia di ammissibilità di un progetto di pretrattamento dei Raee ai fini del finanziamento del Pnrr previsto per i cd «progetti faro» dell’Economia Circolare.

 

Progetti Faro

I giudici amministrativi sono intervenuti in merito alla legittimità del provvedimento di esclusione dalla graduatoria dei progetti ammessi al finanziamento adottato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) nell’ambito della Missione 2, Componente 1, Investimento 1.2. del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (M2C.1.1I1.2), che stanzia 600 milioni di euro per la promozione dell’utilizzo di tecnologie e di processi ad alto contenuto innovativo per il trattamento dei rifiuti nei settori produttivi individuati nel «Piano d’azione europeo sull’economia circolare», quali Raee, compresi pannelli fotovoltaici e pale eoliche, carta e cartone, plastiche, tessili.

 

Materie prime critiche

Il progetto escluso dalla graduatoria, alla base ricorso al Tar del Lazio, riguardava l’ammodernamento di un impianto di recupero di secondo livello di apparecchiature elettriche ed elettroniche, con ampliamento di impianti esistenti e realizzazione di nuovi impianti, per il miglioramento di raccolta, logistica e riciclo dei Raee, comprese pale di turbine eoliche e pannelli fotovoltaici, finalizzato al recupero delle cd «critical raw materials» dalle batterie al nichel-cadmio, da batterie per autoveicoli e dagli sfridi della loro produzione, ovvero le materie prime critiche che rivestono un’importanza strategica per la Ue soggette ad un alto rischio di fornitura.

 

Definizione Raee

Rilevato come il soggetto proponente effettuava, nel proprio impianto, una attività di recupero e trattamento esclusivamente di pile e batterie, derivanti da attività di «pretrattamento» di Raee, la sentenza ha ricordato che la Direttiva 2012/19/Ue, direttamente richiamata dalla misura del Pnrr, definisce come «apparecchiature elettriche ed elettroniche» (Aee) quelle che dipendono, per un corretto funzionamento, da correnti elettriche o campi elettromagnetici e quelle di generazione, trasferimento e misura di correnti e campi, progettate per essere usate con una tensione non superiore a 1000 volt per la corrente alternata e a 1500 volt per la corrente continua.

Al contempo, la stessa Direttiva, recepita in Italia con il Dlgs n. 49 del 2014, definisce che per «rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche» (Raee) devono intendersi quelle apparecchiature elettriche o elettroniche che sono rifiuti ai sensi della Direttiva 2008/98/Ce, compresi tutti i componenti, sottoinsiemi e materiali di consumo che sono parte integrante del prodotto al momento in cui si decide di eliminarlo o il detentore abbia l’intenzione o l’obbligo di disfarsene, così comprendendo specificamente nei Raee anche tutte le componenti, che singolarmente costituiscono un insieme differente, comprese pile e batterie, se considerati autonomamente.

 

Singole componenti

La circostanza per cui, a livello normativo, le apparecchiature sono gli oggetti nella loro interezza e non i loro singoli componenti, che possono essere presi in considerazione dalla Direttiva Raee solo laddove svolgano una propria funzione, senza essere assemblati con altri, rileva la sentenza, è confermata dalle disposizioni della Direttiva 2006/66/CE sullo smaltimento delle pile esauste,

non richiamata dalla misura del Pnrr, che riguarda direttamente l’immissione sul mercato di pile e accumulatori, come fonti di energia elettrica ottenuta mediante trasformazione diretta di energia chimica, costituita da uno o più elementi primari, non ricaricabili, o costituita da uno o più elementi secondari ricaricabili, regolamentando espressamente la raccolta, il trattamento, il riciclaggio e lo smaltimento dei rifiuti di pile e accumulatori.

 

Trattamento rifiuti

Così ricostruito il quadro normativo, per il Tribunale romano sussistono due distinte fonti normative a livello europeo e recepite nell’ordinamento nazionale per quanto riguarda il trattamento dei Raee e di pile e accumulatori, che danno origine a flussi separati e distinte discipline sullo smaltimento, così che una volta rimossi dai Raee, le pile e gli accumulatori sono soggetti a requisiti specifici, specie in vista del raggiungimento dell’obiettivo di raccolta e sono soggetti a diversi requisiti di riciclaggio.

In conclusione, la sentenza ha ritenuto legittima l’esclusione del progetto, ritenuto non ammissibile dal Mase, che riguardava un impianto di trattamento di pile già oggetto di un separato pretrattamento, ovvero preventivamente smontate presso altri impianti, e non il trattamento di pile e batterie integrate in Raee, laddove l’attività di trattamento delle apparecchiature non può essere equiparata a quella di trattamento soltanto delle pile e delle batterie, in considerazione della oggettiva diversità degli oggetti da smaltire, delle relative discipline, dei requisiti abilitanti allo smaltimento e delle caratteristiche dei relativi impianti di lavorazione, sottolineando come l’investimento del Pnrr abbia fatto riferimento solo ai Raee, disciplinati dalla Direttiva 2012/19/UE, proprio allo scopo di delimitare il proprio ambito di rilevanza e gli obiettivi da raggiungere, con esclusione del trattamento delle loro componenti, anche quando si tratta di pile e batterie, se disgiunte dalle apparecchiature.

Mauro Calabrese | Sole24ore Professionale