Skip to main content

F-Gas III, le novità del nuovo Regolamento

Mauro Calabrese spiega nel dettaglio le le novità introdotte dal regolamento europeo F-GAS, che avendo ulteriormente ristretto l’uso dei gas fluorurati, impatterà in modo decisivo sul settore degli elettrodomestici e delle macchine home comfort.

Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, 20 febbraio 2024, Serie L, in vigore dall’11 marzo il Regolamento Ue/2024/573 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 7 febbraio 2024, sui gas fluorurati a effetto serra, che modifica la Direttiva Ue/2019/1937 e che abroga il Regolamento Ue/517/2014, che prevede una graduale riduzione degli F-Gas, fino a un completo azzeramento degli HFC entro il 2050.

 

Regolamento F-Gas III

Il nuovo Regolamento sui gas fluorurati a effetto serra, cd «F-Gas III», in linea con obiettivi della Ue e dell’Accordo di Parigi sul riscaldamento globale e la lotta al cambiamento climatico, prevede una ulteriore restrizione del gas fluorurati ad effetto serra attraverso nuove norme su contenimento, uso, recupero, riciclaggio, rigenerazione e distruzione dei degli F-Gas, insieme a misure su certificazione e formazione per un uso sicuro dei gas fluorurati e delle sostanze alternative non sono fluorurate, imponendo condizioni per la produzione, l’importazione, l’esportazione, l’immissione sul mercato, fornitura e l’utilizzo di gas fluorurati e degli specifici prodotti e apparecchiature che li contengono o il cui funzionamento dipende da tali gas, nonché fissando limiti quantitativi per l’immissione in commercio di idrofluorocarburi e norme in materia di comunicazione.

 

Ambito di applicazione

Il quadro normativo rinnovato si applica, in particolare, ai gas fluorurati a effetto serra indicati nell’Allegato I, quali idrofluorocarburi (HFC), perfluorocarburi (PFC) e altri composti fluorurati, nell’Allegato II, relativo agli idroclorofluorocarburi insaturi (HCFC) e altre sostanze fluorurate, come gli anestetici per inalazione, nell’Allegato III, che riguarda gli F-Gas come eteri, chetoni, alcoli fluorurati e altri composti fluorurati, sia utilizzati da soli o come componenti di miscele contenenti tali sostanze, ma anche alle apparecchiature, prodotti o singole parti che contengono tali gas o il cui funzionamento dipende da tali sostanze.

Le norme del Regolamento, che abroga la precedente disciplina di settore, saranno direttamente applicabili negli Stati Membri, in vista dell’effettivo adeguamento degli ordinamenti nazionali dei Paesi Ue, rendendo incompatibili le norme interne di recepimento della precedente disciplina dettata dal Regolamento, in particolare, per l’Italia, il Dpr 16 novembre 2018, n. 146 di attuazione del precedente Regolamento Ue/517/2014.

 

Contenimento delle emissioni

Scopo primario della normativa è quello della massima prevenzione delle emissioni di gas fluorurati, a partire dal divieto assoluto di qualsiasi forma di rilascio intenzionale che non sia tecnicamente necessario, con obbligo per tutti i soggetti professionali, come produttori, installatori e operatori di apparecchiature contenenti F-Gas di adottare ogni precauzione necessaria a prevenire il rilascio accidentale o limitarlo nelle operazioni di produzione, stoccaggio e trasporto, prescrivendo un dettagliato regime per il controllo e la gestione delle perdite, a seconda della tipologia di materiali e apparecchiature, con appositi sistemi di rilevamento e di controllo, compreso l’obbligo di tenuta di appositi registri su tipologie e quantità di gas utilizzati, non solo nella produzione, ma anche aggiunti durante installazione e manutenzione.

Allegato VII Quantità massime di HFC, in tonnellate di CO2 equivalente, che potranno essere immesso sul mercato della Ue in un dato anno, fino all’azzeramento dal 2050

Anni                                                   Tonnellate CO2

– 2025 – 2026                                              42 874 410;

– 2027 – 2029                                              21 665 691;

– 2030 – 2032                                              9 132 097;

– 2033 – 2035                                              8 445 713;

– 2036 – 2038                                              6 782 265

– 2039 – 2041                                               6 136 732

– 2042 – 2044                                              5 491 199

– 2045 – 2047                                              4 845 666

– 2048 – 2049                                              4 200 133

– dal 2050 in poi                                                      0

Oltre all’applicazione del regime di responsabilità estesa del produttore (EPR), come per ogni prodotto contenente sostanze o materiali inquinanti, il Regolamento prevede un obbligo di recupero, riciclo, rigenerazione o distruzione delle apparecchiature contenenti F-Gas e delle sostanza contenute, da parte di soggetti debitamente qualificati e certificati, con particolare riguardo alle apparecchiature e circuiti di raffreddamento e pompe di calore installati su mezzi di trasporto professionale, veicoli refrigerati, mezzi pesanti, compresi i vagoni ferroviari, tram o metropolitane e i mezzi utilizzati in agricoltura, edilizia, nelle miniere o gli aeromobili.

Più in dettaglio, entro il 31 dicembre 2027 gli obblighi di finanziamento per i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (Raee), come previsto dalla Direttiva 2012/19/Ue, dovranno includere anche il finanziamento di recupero, riciclaggio, rigenerazione o distruzione dei gas fluorurati a effetto serra previsti dagli Allegati I e II da tali apparecchiature immesse sul mercato a decorrere dal 11 marzo 2024.

 

F-Gas nell’edilizia

Tra gli obblighi settoriali, per il recupero degli F-Gas, è previsto a partire dal 1° gennaio 2025, per i proprietari di edifici o i committenti di lavori di ristrutturazione, riqualificazione o demolizione, l’obbligo di evitare, per quanto possibile, l’emissione dei gas fluorurati contenuti nelle schiume in pannelli laminati installati in cavità o strutture edificate e assicurando, sempre attraverso operatori qualificati, il recupero o la distruzione di tali gas, puntualmente documentando l’eventuale impossibilità di procedere al recupero.

 

Formazione certificata

Punto centrale della normativa è quello dell’adeguata formazione del personale addetto a tutte le attività che comportano l’uso di gas fluorurati a effetto serra, ma anche le sostanze alternative, compresi i refrigeranti naturali, come installazione, manutenzione e assistenza, riparazione e smaltimento di apparecchiature contenenti F-Gas, ma anche per il personale addetto ai controlli delle perdite o al recupero delle apparecchiature, attraverso l’adozione di puntuali programmi di certificazione e attestazione della formazione, sulla base dei requisiti minimi fissati dalla Commissione con atti di esecuzione entro il 12 marzo 2026, che ogni Stato Membro dovrà istituire entro il 12 marzo 2027 e che prevedono l’obbligo per gli operatori di partecipare a corsi di aggiornamento almeno ogni sette anni, confermando la validità degli attuali certificati e attestati di formazione, rilasciati nella vigenza del Regolamento Ue/517/2014, almeno fino al 12 marz0 2029, termine ultimo per l’aggiornamento e il completamento dei processi di valutazione.

 

Nuovi divieti

L’Allegato IV detta il calendario dell’entrata in vigore dei nuovi divieti di immissione sul mercato di prodotti e apparecchiature, comprese le loro parti, salve deroghe previste per la riparazione e manutenzione, purché non sia incrementata la quantità di F-Gas contenuti o utilizzati, secondo un preciso cronoprogramma dei divieti:

Per le apparecchiature di refrigerazione fisse:

– dal 1° gennaio 2025, per frigoriferi e congelatori domestici contenenti gas fluorurati a effetto serra, se non necessari per rispettare le norme di sicurezza nel sito di attività;

– dal 1° gennaio 2025, per frigoriferi, congelatori commerciali e apparecchiature di refrigerazione autonome, esclusi i refrigeratori, cd «chillers», contenenti F-Gas con «potenziale di riscaldamento globale» o «GWP» pari o superiore a 150;

– dal 1° gennaio 2025, per i «chillers», diversi dalle apparecchiature precedenti, che contengono o per il cui funzionamento dipendono da F-Gas con GWP pari o superiore a 2500, a eccezione delle apparecchiature per raffrescare prodotti a temperature inferiori a –50° C e dal 1° gennaio 2030 per gli F-Gas fluorurati pari o superiore a 150 GWP, tranne se necessari per soddisfare i requisiti di sicurezza;

– dal 1° gennaio 2027, per i «chillers» fissi con F-Gas pari o superiori a 150 GWP per i refrigeratori di capacità nominale pari a 12 kW, se non necessari per soddisfare i requisiti di sicurezza e per quelli con F-Gas pari o superiore a 750 GWP se superiori a 12 kW; divieto dal 1° gennaio 2032 per tutti gli F-Gas per i refrigeratori fino a 12 kW;

– dal 1° gennaio 2027, per condizionatori e pompe di calore fissi con una capacità nominale massima fino a 12 kW inclusi, per F-Gas con GWP pari o superiore a 150, tranne se necessari per soddisfare i requisiti di sicurezza. Se i requisiti di sicurezza nel sito di attività non consentono di utilizzare gas fluorurati a effetto serra con GWP inferiore a 150, il limite del GWP è pari a 750; per condizionatori con capacità superiori a 12kW ma inferiori a 50kW con F-Gas con GWP pari o superiore a 150, salvo il limite a 750 GWP se i requisiti di sicurezza nel sito di attività non lo consentono;

– dal 1° gennaio 2032, per condizionatori e pompe di calore con una capacità nominale massima fino a 12 kW, contenenti F-Gas, tranne se necessari per soddisfare i requisiti di sicurezza. Se i requisiti di sicurezza nel sito di attività non consentono di utilizzare alternative a gas fluorurati a effetto serra, il limite del GWP è pari a 750;

– dal 1° gennaio 2030, per le altre apparecchiature di condizionamento d’aria e pompe di calore autonome contenenti gas fluorurati a effetto serra con GWP pari o superiore a 150, tranne se necessari per rispettare le norme di sicurezza. Se i requisiti di sicurezza del sito di attività non consentono di utilizzare gas fluorurati a effetto serra con GWP inferiore a 150, il limite del GWP è pari a 750 nel sito di attività.

 

Per condizionatori e pome di calore fissi a «split» o a doppio condotto:

– dal 1° gennaio 2025, per i sistemi autonomi con meno di 3kg di HFC o con F-GAS fino a 750 GWP;

– dal 1° gennaio 2027, per sistemi aria-acqua con F-Gas fino a 150 GWP o il cui funzionamento dipende da tali gas, tranne se necessari per rispettare i requisiti di sicurezza nel sito di attività;

– dal 1° gennaio 2029, per sistemi aria-aria fino a 12 kW con F-Gas pari o superiori a 150 GWP

– dal 1° gennaio 2035, per sistemi split fino a 12 kW che contengono gas fluorurati a effetto serra o il cui funzionamento dipende da tali gas, tranne se necessari per rispettare i requisiti di sicurezza nel sito di attività;

– dal  1° gennaio 2029, per sistemi split oltre 12 kW contenenti F-Gas oltre 750 GWP;

– dal 1° gennaio 2033, per sistemi spit oltre 12 kw con F-Gas oltre 150 GWP.

 

Per le altre tipologie di prodotti che contengono gas fluorurati a effetto serra, le novità prevedono il divieto di immissione in commercio:

– dal 1° gennaio 2033, per le schiume contenenti F-Gas, tranne se necessarie per rispettare i requisiti di sicurezza;

– dal 1° gennaio 2030 per i generatori di aerosol per il grande pubblico per scopi ludici o decorazione, contenenti F-Gas tranne se necessari per rispettare i requisiti di sicurezza o se usati per applicazioni mediche;

– dal 1° gennaio 2025, per i prodotti per la cura della personal, come mousse, creme, schiume, liquidi o spray;

– dal 1° gennaio 2025, per le apparecchiature usate per raffrescare la pelle che contengono gas fluorurati a effetto serra con GWP pari o superiore a 150 o il cui funzionamento dipende da tali gas, salvo se usate per applicazioni mediche.

 

Etichettatura

Disposta, in via transitoria, la vigenza della disciplina prevista dal precedente Regolamento Ue/517/2014, dal 31 dicembre 2024 troveranno applicazione le nuove disposizioni sull’etichettatura e le informazioni sui prodotti e le apparecchiature contenenti F-Gas, riguardanti refrigeratori, condizionatori, pompe di calore, protezione antincendio, commutatori elettrici, generatori di aerosol e tutti i contenitori di F-Gas, che dovranno presentare un’etichetta con indicazione del contenuto o del funzionamento tramite F-Gas, la denominazione industriale del gas utilizzato e, a partire dal 1° gennaio 2027, la quantità di F-Gas espressa in peso e in quantità di CO₂ equivalente, che sia chiara, indelebile e posta ai punti di accesso per la ricarica o il recupero dei gas o dove gli stessi sono contenuti.

Previste specifiche indicazioni sulla necessaria rietichettatura delle apparecchiature dopo l’eventuale modifica e sull’obbligo di etichettatura di schiume e miscele contenti F-Gas e sui contenitori di gas fluorurati, nelle diverse fasi di immissione sul mercato e esportazione e nelle diverse finalità di impiego.

 

Quote F-Gas

Per ridurre gradualmente l’immissione sul mercato degli HFC, la disciplina prevede nuove norme sul funzionamento del sistema di quote di produzione, a partire dal 1° gennaio 2025, con assegnazione ai produttori che hanno prodotto idrofluorocarburi nel 2022 dietro pagamento dell’importo di tre euro per tonnellata di CO2 equivalente di quota da assegnare, secondo un valore della produzione totale stabilito dalla Commissione Europea entro il 31 ottobre 2024 e rivisto ogni tre anni, gestito tramite l’apposito «portale F-Gas», esclusivamente finalizzato alla produzione di apparecchiature di refrigerazione e di condizionamento d’aria, pompe di calore e inalatori predosati precaricati autorizzati.

Allegato V Diritti di produzione per l’immissione sul mercato di idrofluorocarburi

Per ciascun produttore i diritti di produzione di idrofluorocarburi espressi in tonnellate di CO2 equivalente di sono calcolati:

  1. a) per il periodo dal 10 gennaio 2025 al 31 dicembre 2028, il 60 % della media annuale della sua produzione nel periodo 2011-2013;
  2. b) per il periodo dal 10 gennaio 2029 al 31 dicembre 2033, il 30 % della media annuale della sua produzione nel periodo 2011-2013;
  3. c) per il periodo dal 10 gennaio 2034 al 31 dicembre 2035, il 20 % della media annuale della sua produzione nel periodo 2011-2013;
  4. d) per il periodo dal 10 gennaio 2036 in poi, il 15 % della media annuale della sua produzione nel periodo 2011-2013.

 

Inalatori medici

Assai rilevante la novità, nel quadro dei divieti e del sistema delle quote, il Regolamento fissa dal 1à gennaio 2025 il divieto di immissione sul mercato per gli inalatori e dosatori per la somministrazione di sostanze farmaceutiche contenenti HFC, come gli aerosol e inalatori per asma e altre malattie respiratorie, che dovranno quindi essere contabilizzati nel sistema di quote di produzione.

 

Scambi esteri

Il Regolamento F-Gas III disciplina, nel dettaglio, il regime delle importazioni ed esportazioni di gas fluorurati a effetto serra, soggetti a formale licenza, prevedendo dal 12 marzo 2025 il divieto di esportazione di schiume, aerosol tecnici, apparecchiature fisse di refrigerazione e condizionamento d’aria e pompe di calore fisse contenti F-Gas superiori a 1000 GWP, salvo deroghe autorizzate dalla Commissione, oltre a una dettagliata disciplina dei sistemi di controllo e vigilanza da parte delle Autorità Doganali degli Stati Membri.

 

Comunicazione dei dati

Il Regolamento prevede, infine, un sistema di raccolta e comunicazione annuale dei dati e delle informazioni sugli F-Gas e le relative apparecchiature e prodotti da parte dei soggetti produttori, importatori o esportatori, a favore degli Stati Membri e della Commissione, attraverso appositi sistemi di comunicazione, registrazione e condivisione delle informazioni, anche a livello internazionale, con obbligo per le Autorità di ciascun Paese di verificare l’assolvimento degli obblighi e la veridicità delle informazioni trasmesse dalle imprese obbligate.

Per l’applicazione del Regolamento, entro il 1° gennaio 2026, gli Stati Membri saranno tenuti a istituire e preventivamente comunicare alla Commissione un sistema di sanzione e repressione delle violazioni degli obblighi, che sia proporzionato, effettivo e dissuasivo, prevedendo sanzioni amministrative pecuniarie o penali, anche rapportate al danno ambientale causato o al volume d’affari, confische, sequestri, ritiri dal mercato e divieti.

 

Allegati

Negli Allegati al Regolamento, oltre all’elenco delle sostanze e delle apparecchiature e prodotti, sono definiti, come visto, i criteri di calcolo dei diritti di produzione e il meccanismo di assegnazione, nonché il metodo di calcolo del «potenziale di riscaldamento globale» («GWP»), il calendario in vista dell’azzeramento dell’immissione sul mercato degli HFC, i dati oggetto di obbligo di comunicazione.

Mauro Calabrese | Sole24ore Professionale