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A TEOS Quattroruote promuove la nuova ideologia automotive e premia Safe-Hub delle Economie Circolari

Come conciliare libertà e progresso con sostenibilità e sicurezza? Questo l’interrogativo chiave di TEOS – the elegance of sustainability, l’esclusivo evento organizzato da Quattroruote alla Casina Valadier. SAFE-hub delle Economie Circolari ha ricevuto dagli organizzatori il premio Waste Security.

Come conciliare libertà e progresso con sostenibilità e sicurezza? Questo l’interrogativo chiave di TEOS – the elegance of sustainability, l’esclusivo evento organizzato il due luglio da Quattroruote alla Casina Valadier, il capolavoro neoclassico di Villa Borghese, dove amministratori delegati e dirigenti delle principali case automobilistiche si sono soffermati a riflettere su futuro e prospettive del settore automotive. Tra gli invitati d’onore il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e Fabrizio Giugiaro, il creativo che, seguendo le orme del padre Giorgetto, ha ideato soluzioni design che sono penetrate nel gusto ed immaginario collettivo di tutto il mondo.

I grandi cambiamenti sono sempre preceduti da solide innovazioni filosofiche, estetiche e morali, e queste ultime, immancabilmente, sono generate da stimoli storici ben precisi. L’ automotive europeo oggi vive una profonda crisi, parzialmente provocata da politiche ambientali europee che, imponendo obiettivi di emissione zero interamente basati sull’elettrificazione, non hanno tenuto pienamente conto della dimensione industriale e di mercato del settore. Ma le case automobilistiche, anziché rifugiarsi in una sterile reazione contro gli obiettivi ecologici, rilanciano avanzando proposte di sostenibilità concrete, fattibili, che hanno migliori chance di salvare l’ambiente perché incorporano in modo efficace tecnologia, marketing e processi economici.

Quattroruote, che con le sue centinaia di migliaia di lettori ed utenti online ha una centralità fisiologica nel dibattito, è tra i principali promotori di questo rinnovamento ideologico. Il due luglio, a TEOS, sono state premiate le realtà che meglio incarnano la nuova visione, e il primo premiato, in ordine cronologico, è stato SAFE – hub delle Economie Circolari. A consegnare il premio Waste Security al CEO Giuliano Maddalena è stata Carolina Tedeschi, nota al grande pubblico per i suoi interventi sul profilo Instagram di Quattroruote.

Un riconoscimento dovuto al rigore del disciplinare Ecoguard®, applicato da SAFE sulle filiere di recupero rifiuti coordinate per conto dei produttori, anche automotive, nel quadro del regime EPR degli apparecchi elettrici ed elettronici. “Grazie a questo strumento garantiamo ai produttori che fanno capo ai nostri consorzi la piena tracciabilità, conoscenza e sorveglianza di ciò che accade con i rifiuti di cui sono responsabili, senza limitarci alla loro prima destinazione ma approfondendo anche le fasi successive”, ha detto Maddalena prima di apporre la sua firma sul grande circolo di legno recante il logo di TEOS.

Dove va il settore automotive?

Riciclo, emissioni zero e sicurezza stradale sono stati i principali temi toccati nell’edizione 2025 di TEOS, tutti quanti riconducibili a un unico valore: la Responsabilità. “Equilibrio tra testa e pancia, tra intelletto e desiderio”, ha sintetizzato il giornalista di Quattroruote Alessio Frassineti. “La sostenibilità ambientale, così come la sicurezza, non sono contro il progresso. Al contrario, se inserite nel set valoriale di produttori e consumatori, lo rendono possibile senza distruzione. Così come la sicurezza stradale consente di preservare l’incolumità dell’individuo, le regole di sostenibilità consentono di preservare l’ecosistema di cui l’individuo fa parte”.

La descrizione del contesto è stata affidata al Ministro Pichetto Fratin, che in Europa ha difeso la neutralità tecnologica. Decarbonizzazione sì, zero emissioni sì, ma senza condannare a morte i motori endotermici, che possono essere efficacemente sfruttati con carburanti ecologici. Non saranno comunque gli endotermici, da soli, a dominare il sistema automotive. “Io sono convinto che nel 2035 l’elettrico sarà una parte del sistema. Non faccio il mago, non so dire se sarà al 60, 70, 80 o 50%, ma oggi la diffusione in Italia è scarsa per una ragione soprattutto economica”. Nel parco circolante, ha rimarcato il Ministro, “abbiamo ancora un paio di milioni di Euro 1 ed Euro 2: chi ce l’ha la tiene, non la vende. E se la cambia, non va a comprare un’auto elettrica da 60 mila euro”.

Prodotto elitistico o di massa?

Tra i temi discussi a TEOS c’è la prospettiva del phase out dell’automobile come prodotto di massa, obiettivo che sembra soggiacere a certe proposte legislative avanzate in Europa.

Gli stessi designer del settore, subodorando questo scenario, cominciano a diversificare. “Il fatto che de Meo sia uscito dalla Renault in un momento pazzesco, di grande successo, per approdare a una casa di moda mi fa pensare. Io sono molto preoccupato”, ha detto Fabrizio Giugiaro, ammettendo che anche il suo studio, GFG Style, punta sempre di più su altri settori, come quello delle costruzioni e dei trasporti ferroviari.

Ma l’automobile smetterà realmente di essere un prodotto di massa? Secondo gli esponenti di Quattroruote e molti degli AD presenti nell’evento non si tratta di una prospettiva realistica. L’automobile, più di qualsiasi altro prodotto, è radicata nella cultura collettiva. E, tra le altre cose, rappresenta un cardine della libertà individuale perché garantisce all’individuo l’autonomia di movimento. Ma per mantenere il loro status simbolico e sociale le automobili non possono costare troppo. Per riguadagnare terreno le case produttrici dovranno quindi puntare non solo sul lusso ma anche una sulla “ridemocratizzazione” delle offerte, proponendo modelli che siano economicamente accessibili al grande pubblico.

Una visione efficacemente rappresentata dal direttore di Quattroruote Luca Pellegrini in un suo recentissimo articolo: “le politiche ambientali europee, pur necessarie nella loro ispirazione, hanno avuto come effetto collaterale quello di ristabilire barriere d’accesso: economiche, culturali, tecnologiche. La transizione ecologica è stata concepita come traguardo collettivo, ma delibata come obbligo individuale. Dichiarare obiettivi di decarbonizzazione, di riduzione delle emissioni, di mobilità sostenibile è relativamente facile sul piano normativo; assai più difficile è tradurre questi principi in azioni compatibili con le risorse, le condizioni e i vincoli quotidiani di chi dovrebbe attuarle. Non basta aderire ai valori della sostenibilità: bisogna dimostrarla attraverso atti economici, scelte di consumo, aggiornamenti tecnologici. Il problema è che, quando la virtù coincide con il potere d’acquisto, il bene comune si separa dal bene possibile”.