Rating ambientale, sociale e di governance
Pierpaolo Masciocchi ci dà conto di una novità normativa molto importante per i manager di sostenibilità delle aziende: il nuovo Regolamento europeo sulla trasparenza e sull’integrità delle attività di rating ambientale, sociale e di governance (ESG).
Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 12 dicembre 2024 è stato pubblicato il Regolamento (EU) 2024/3005 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 novembre 2024 sulla trasparenza e sull’integrità delle attività di rating ambientale, sociale e di governance (ESG), che modifica il regolamento (UE) 2019/2088 e (UE) 2023/2859.
Il regolamento entrerà in vigore tra 20 giorni e sarà applicato a partire dal 2 luglio 2026.
Il regolamento nasce dalla necessità di allineare il mercato finanziario europeo agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite e agli obiettivi del Green Deal Europeo, stabilendo regole per garantire la trasparenza, la comparabilità e la qualità dei rating ESG. Intende prevenire il greenwashing, migliorare l’affidabilità delle valutazioni e proteggere consumatori e investitori.
Esso rappresenta un’importante evoluzione nella regolamentazione della finanza sostenibile, migliorando la trasparenza e la comparabilità dei rating ESG nel mercato europeo. Mira a consolidare il mercato interno attraverso le regole comuni, tutelando investitori e consumatori e promuovendo la transizione verso un’economia sostenibile.
Il regolamento trova le sue radici nella necessità di una regolamentazione armonizzata a livello europeo, per contrastare le divergenze normative tra Stati membri che rischiano di frammentare il mercato interno.
I rating ESG sono ormai centrali nelle decisioni di investimento e di finanziamento sostenibile, utilizzati da banche, compagnie di assicurazione e fondi di investimento per valutare rischi e opportunità legate alla sostenibilità. Tuttavia, la mancanza di standard condivisi e la scarsa trasparenza nelle metodologie hanno portato a risultati poco chiari e talvolta contraddittori, compromettendo la fiducia degli investitori.
Il regolamento prevede che i fornitori di rating ESG, siano essi stabilità nell’UE o operanti attraverso rapporti contrattuali con istituzioni europee, devono ottenere un’autorizzazione dall’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA).
L’ente sarà responsabile della loro vigilanza continua, con poteri ispettivi, di indagine e sanzionatori. Ogni fornitore dovrà notificare all’ESMA eventuali modifiche sostanziali della sua struttura, come l’apertura di nuove filiali o l’adozione di nuove metodologie di rating.
Uno degli aspetti centrali del regolamento è l’obbligo di utilizzare metodologie di valutazione rigorose e trasparenti.
I fornitori dovranno rendere pubbliche le loro tecniche di analisi, i modelli utilizzati ei dati su cui si basano i loro giudizi, specificando anche eventuali limiti o incertezze nelle loro valutazioni.
Ogni rating ESG dovrà indicare chiaramente se si concentra sui rischi finanziari, sugli impatti ambientali e sociali o su entrambi. L’aggiornamento delle metodologie dovrà avvenire almeno una volta all’anno per garantire che restino al passo con le evoluzioni normative e di mercato.
Per tutelare ulteriormente l’indipendenza delle valutazioni, il regolamento introduce norme stringenti contro i conflitti di interesse. I fornitori di rating non potranno offrire contemporaneamente servizi di consulenza nello stesso ambito, né svolgere attività che possano compromettere la loro obiettività.
In caso di potenziali conflitti, adottare procedure interne di controllo e gestire le situazioni in modo trasparente, comunicando tempestivamente qualsiasi rischio di compromissione della loro indipendenza. Inoltre, sarà vietato ai fornitori di rating ESG accumulare attività di audit, servizi di investimento e gestione di indici di riferimento, salvo che vi siano solide garanzie di autonomia operativa.
Un ulteriore pilastro del regolamento è la garanzia di accesso pubblico alle informazioni rilevanti tramite il Punto di Accesso Unico Europeo (ESAP), che centralizzerà le informazioni sui rating ESG e sui fornitori autorizzati. Gli investitori e le parti interessate potranno così consultare facilmente i dati e confrontare le valutazioni, migliorando la trasparenza e la comprensibilità delle analisi ESG.
Per evitare distorsioni del mercato, la regolamentazione che i rating ESG emessi da fornitori di paesi terzi saranno riconosciuti solo se il loro quadro normativo è considerato equivalente a quello europeo o se vi sono accordi di cooperazione con le autorità di vigilanza competenti. In alternativa, le aziende extra-UE potranno operare nell’Unione attraverso specifici regimi di riconoscimento o avallo, che garantiscono standard di trasparenza e qualità equivalenti a quelli previsti dal regolamento.
Il provvedimento prevede anche misure specifiche per sostenere i piccoli fornitori di rating ESG, introducendo un regime temporaneo che semplifica i requisiti organizzativi e autorizzativi, incentivando l’innovazione e la crescita delle start-up nel settore della finanza sostenibile.
Questi operatori dovranno comunque rispettare le principali norme di trasparenza e comunicazione, mentre l’ESMA sarà incaricata di supervisionare l’applicazione delle regole e prevenire eventuali abusi o elusioni normative.
Infine, il regolamento pone un forte accento sulla vigilanza e sull’applicazione delle norme. L’ESMA avrà poteri ispettivi e potrà imporre sanzioni pecuniarie e penalità di mora ai fornitori che violano le regole, garantendo il rispetto dei principi di trasparenza, responsabilità e buona governance. L’autorità potrà inoltre adottare atti delegati per specificare ulteriormente le procedure operative ei criteri tecnici per l’applicazione del regolamento.






