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Materie prime critiche, via libera al quadro Europeo

Il Consiglio Europeo ha definitivamente approvato il «Critical Raw Materials Act». L’obiettivo è garantire l’approvvigionamento sicuro e sostenibile delle materie prime critiche, indispensabili per lo sviluppo dell’industria europea delle batterie, dei pannelli solari, della difesa e aerospaziale. Il riciclo fa parte della strategia.

Il Consiglio Europeo ha definitivamente approvato il «Critical Raw Materials Act» per l’istituzione di un quadro europeo per l’approvvigionamento sicuro e sostenibile delle materie prime critiche, indispensabili per lo sviluppo dell’industria europea delle nuove tecnologie e per raggiungere gli obiettivi della transizione energetica verso un’economia a zero emissioni entro il 2050.

 

Regolamento Ue

Il Consiglio Europeo del 18 marzo 2024 ha adottato, in via definitiva, il Regolamento europeo sulle materie prime critiche (CRM), ovvero minerali, metalli e terre rare indispensabili per la transizione tecnologica ed energetica dell’economia continentale e soggetti a forti rischi di approvvigionamento, per garantire sicurezza e sostenibilità all’industria europea attraverso la diversificazione della provenienza, riducendo la dipendenza strategica dall’estero, in particolare dalla Cina, l’incentivazione della circolarità dei materiali, grazie al recupero e riciclaggio e alla sostenibilità dei processi industriali, ma senza dimenticare il sostegno a ricerca e innovazione in materia di efficienza delle risorse e di sviluppo di validi sostituti, a prezzi concorrenziali.

Il testo definitivamente approvato passerà ora alla firma del Consiglio e del Parlamento Europeo, in vista della pubblicazione della Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea ed entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione.

 

Materie prime critiche

Gli obiettivi europei fissati dal Green Deal, con riduzione del 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030 e neutralità climatica entro il 2050, per una definitiva transizione verso un’economia a zero emissioni, passano attraverso l’abbandono dei combustibili fossili e la produzione di energia da fonti sostenibili, prevedendo un forte incremento della domanda della Ue di metalli, materie prime per batterie, terre rare e altri materiali importati, necessari per la produzione di semiconduttori, batterie, pannelli fotovoltaici, magneti permanenti, componenti per le pale eoliche, ma anche per la produzione di telefoni cellulari, vetro e fertilizzanti per le piante e per l’industria aeronautica, come per  ogni altra tecnologia a basse emissioni.

Il «Critical Raw Materials Act», in particolare, individua un elenco specifico di 34 materie prime critiche, diciassette delle quali identificate come materie prime «strategiche», per le quali l’Unione Europea prevede, nei prossimi anni, una forte crescita della domanda e necessità di approvvigionamento, perché indispensabili per le attuali tecnologie per la produzione e l’accumulo di energia da fonti rinnovabili.

 

Materie prime critiche

 

2.         Carbone da coke

4.         Fosforo

5.         Antimonio

6.         Feldspato

8.         Scandio

9.         Arsenico

10.       Spatofluore

11.        Magnesio

13.       Barite

16.       Stronzio

17.       Berillio

20.      Tantalio

22.       Afni0o

23.       Niobio

26.       Elio

31.       Fosforite

32.       Vanadio

 

 

 

Materie prime strategiche

 

1.         Alluminio/bauxite/allumina

3.         Litio

7.         Elementi delle terre rare leggere *

12.       Silicio metallico

14.       Gallio

15.       Manganese

18.       Germanio

19.       Grafite naturale

21.       Bismuto

24.       Titanio metallico

25.       Boro

27.       Metalli del gruppo del platino

28.      Tungsteno

29.       Cobalto

30.      Elementi delle terre rare pesanti *

33.       Rame

34.       Nichel

 

[* neodimio (Nd), praseodimio (Pr), terbio (Tb), disprosio (Dy), gadolinio (Gd), samario (Sm) e cerio (Ce)]

 

 

Autosufficienza

Il nuovo quadro normativo fissa, con orizzonte entro il 2030, una serie di obiettivi per rafforzare l’autosufficienza della Ue nell’accesso alle materie prime critiche, prevedendo che almeno il 10% del consumo annuo di materie prime critiche sia coperto dall’estrazione all’interno della Ue, il 40% del consumo provenga da trasformazione delle materie prime all’interno dei Paesi Membri e il 25% del consumo sia coperto da materie prime provenienti da materiali riciclati e non otre il 65% del consumo annuo dell’Unione di ciascuna materia prima strategica, in qualsiasi fase pertinente della trasformazione, provenga da un unico Paese terzo.

 

Catena del valore

Il quadro mira a sviluppare la catena del valore delle materie prime critiche nell’Unione Europea attraverso misure commerciali e semplificazioni normative, semplificando e velocizzando le procedure autorizzative per la realizzazione di progetti strategici, con la creazione tra gli Stati Membri di punti di contatto unici al livello amministrativo e stabilendo termini perentori per l’ottenimento dei permessi, come al massimo 27 mesi per le autorizzazioni estrattive all’interno dell’Unione e 15 mesi per i permessi di trasformazione e riciclaggio, senza tuttavia dimenticare il dialogo e la condivisione con le comunità locali.

Il nuovo quadro normativo mira a sviluppare una valutazione comunitaria del rischio e della vulnerabilità di approvvigionamento di materie prime critiche, specie nei settori industriali tecnologici strategici, come quelli della produzione di batterie, idrogeno e generatori, e consentirà alla Commissione e agli Stati Membri di riconoscere il carattere strategico di ciascun progetto, con predisposizione di appositi piani a livello nazionale in tema di esplorazione mineraria e garantendo l’accesso della Ue alle materie prime critiche e strategiche attraverso parametri di riferimento ambiziosi in materia di estrazione, trasformazione, riciclaggio e diversificazione delle fonti di importazione.

 

Club materie prime

A livello internazionale, l’Unione Europea punterà a rendere più solidi i rapporti commerciali con i Paesi terzi, creando un vero e proprio club delle materie prime con le nazioni che condividono i medesimi principi e obiettivi, attraverso una catena del valore globale, grazie al ruolo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e una rete di accordi per agevolare gli investimenti sostenibili e accordi di libero scambio, rafforzando la lotta alle pratiche commerciali sleali

di Mauro Calabrese | Sole24ore Professionale