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Pneumatici: l’emergenza è rientrata

Per un intero quinquennio l’eccesso di pneumatici di fuori uso ha messo in difficoltà i sistemi di raccolta e recupero, inducendo il MASE a introdurre obiettivi di intercettazione pari al 110% dell’immesso al consumo. Ma ora l’emergenza è rientrata. Parla il Presidente di Pneulife Andrea Moreschi.

Per un intero quinquennio l’eccesso di pneumatici di fuori uso ha messo in difficoltà i sistemi di raccolta e recupero organizzati dai consorzi di produttori.
I rifiuti erano molto superiori di quanto fosse ragionevole aspettarsi a partire dai registri formali dell’immesso sul mercato, e di conseguenza il numero di domande di prelievo superava di almeno un 10-15% la capacità logistica e ditrattamento messa in campo.
Una situazione che, purtroppo, favoriva il proliferare di tratte parallele e delitti ambientali.

A dicembre del 2020 la Direzione Generale del Ministero ha diffuso una direttiva in cui prende atto del problema, attribuendolo a una concomitanza di cause tra le quali le importazioni irregolari di pneumatici da aziende straniere e le false esportazioni finalizzate ad evadere il contributo ambientale. Da lì la decisione drastica ma necessaria di chiedere ai consorzi di produttori di raccogliere il 110% delle loro quote di immesso sul mercato, nonostante gli obiettivi fissati dal DM 19 novembre 2019, n. 182 (Regolamento PFU) fossero del 95%.
In seguito a questa misura, inevitabilmente, è aumentato l’eco-contributo pagato dai consumatori all’acquisto dei pneumatici nuovi.

Ora però l’emergenza è rientrata.

“A partire dal settembre del 2022

ha spiegato il Presidente del consorzio di produttori Pneulife Andrea Moreschi

“le quantità di rifiuto hanno cominciato a diminuire, e nel primo semestre 2023, per la prima volta nell’ultimo quinquennio, la capacità di raccolta al 95% è stata in linea con i volumi da gestire”. Non possiamo conoscere con precisione le ragioni di questa riduzione del rifiuto.”

ha detto Moreschi.

“In parte ha sicuramente contribuito una contrazione del mercato unitamente alla sovra-raccolta imposta dal Ministero, ma è possibile che negli anni passati l’eccesso di immesso reale dipendesse anche dall’esistenza di stock esageratamente grandi che ora sono in fase di esaurimento”. Calibrare il sistema su obiettivi del 110% non ha più molto senso, e quindi stiamo dialogando costruttivamente con il MASE per verificare la possibilità di ripristinare obiettivi che non superino il 90% o 95%. Questo efficientamento ci aiuterebbe a contenere i costi operativi e a non incrementare ulteriormente l’eco-contributo imposto ai consumatori. Mantenendo la struttura attuale questo rialzo sarebbe inevitabile, perché data l’attuale fase geoeconomica i costi operativi sono levitati oltre misura.

Ovviamente il sistema deve essere monitorato di continuo. Se il rifiuto dovesse nuovamente aumentare in maniera anomala Pneulife sarebbe disponibile a ripristinare immediatamente la sovra-raccolta”.

Safe – Hub Italiano dei Consorzi per le Economie Circolari