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Batterie: il quadro per una filiera europea sostenibile e resiliente

Il nuovo Regolamento Ue/2023/1542 relativo a batterie e rifiuti di batterie è entrato in vigore e reca molte importanti novità per il settore. Tra queste c’è l’introduzione del passaporto digitale.

Gli obiettivi di sostenibilità ambientale, resilienza e neutralità climatica entro il 2050 fissati dal Green Deal europeo passano attraverso la creazione di una filiera europea delle batterie, che garantisca sostenibilità, efficienza, ma anche indipendenza del mercato europeo in termini di approvvigionamento delle materie prime, di livelli e qualità della progettazione e della fabbricazione dei prodotti, di fronte alla crescita della richiesta sui mercati mondiali.

Regolamento Ue

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea 28 luglio 2023, L 191/1, il nuovo Regolamento Ue/2023/1542 relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie, che modifica la Direttiva 2008/98/Ce e il regolamento Ue/2019/1020 e abroga la Direttiva 2006/66/Ce, introducendo un quadro normativo armonizzato che regola l’intero ciclo di vita delle batterie immesse sul mercato nell’Unione Europea, dalla produzione al riutilizzo e al riciclaggio, con l’obiettivo di creare una catena di approvvigionamento europea sostenibile e circolare, rafforzando la sostenibilità per le batterie e i rifiuti di batterie, ma garantendo sicurezza e competitività sui crescenti mercati mondiali.

Unione delle batterie

Nel solco del Green Deal europeo, il Regolamento si pone l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e sociale, durante l’intero ciclo di vita delle batterie, introducendo una normativa unitaria rigorosa applicabile a tutte le categorie di batterie e ai relativi rifiuti , comprese quelle portatili, per i veicoli elettrici, quelle industriali, ma anche le batterie per l’avviamento, l’illuminazione e l’accensione per veicoli e macchinari, cd «Starting Lighting Ignition» (Sli), e quelle utilizzate per mezzi di trasporto leggeri, come biciclette elettriche, ciclomotori elettrici, monopattini elettrici, rafforzando il dovere di diligenza per gli operatori in materia di approvvigionamento delle materie prime utilizzate per le batterie immesse sul mercato.

Il nuovo quadro normativo troverà applicazione per tutte le batterie, di ogni categoria individuata, sia prodotte all’interno del territorio dell’Unione Europea che importate, non rilevando che queste siano incorporate in apparecchi, mezzi di trasporto o altri veicoli oppure che siano immesse sul mercato o messe in servizio separatamente, trovando applicazione senza che rilevi la specifica progettazione delle batterie per determinati prodotti o siano di uso generale, sempre prescindendo dal fatto di essere incorporate, fornite insieme ai prodotti cui sono destinate o separatamente.

Obblighi e obiettivi

Il corposo provvedimento europeo, dopo 143 «considerando», si compone di 96 articoli, suddivisi in quattordici Capi, oltre a quindici Allegati, dedicati alla restrizione sulle sostanze, alle modalità di calcolo dell’impronta di carbonio, ai parametri di prestazioni elettrochimiche e durabilità delle diverse categorie di batterie, ricaricabili e non, ai parametri di sicurezza, ai requisiti di etichettatura, marcatura e informazione, ai parametri per la determinazione dello stato di salute e della durata di vita prevista delle batterie, alle procedure di valutazione della conformità Ue e la relativa dichiarazione, nonché all’elenco delle materie prime e delle categorie di rischio, ai calcolo dei tassi di raccolta per rifiuti di batterie portatili e rifiuti di batterie per mezzi di trasporto leggeri legati alla responsabilità estesa del produttore, ai requisiti in materia di stoccaggio e trattamento, compreso il riciclaggio, alle informazioni da includere nel «passaporto della batteria», ai requisiti per la spedizione delle batterie usate e dei rifiuti di batterie. La nuova normativa, oltre a modificare la disciplina in materia di rifiuti e sulla conformità dei prodotti, abroga e sostituisce la Direttiva 2006/66/Ce relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori, che in questi anni ha consentito di raggiungere grandi traguardi in termini di efficienza ambientale delle batterie, attraverso norme e obblighi comuni e armonizzati per gli operatori economici sul tenore di metalli pesanti, sull’etichettatura delle e sulla gestione di tutti i rifiuti di batterie, basati sulla responsabilità estesa del produttore, ma che non è più attuale di fronte alle prospettive di crescita del mercato, che prevede un incremento della domanda fino a 14 volte entro il 2030, spinto dalla diffusione dei veicoli elettrici e dagli obiettivi di risparmio energetico.

Ciclo di vita

Le prospettive di crescita dell’uso di batterie nei settori della mobilità elettrica e dello stoccaggio di energia, quali strumenti per la riduzione delle emissioni di carbonio, richiedono la minimizzazione dell’impronta di carbonio nel ciclo di vita completo delle batterie, seguendo le regole di categoria relative all’impronta ambientale di prodotto, cd «Product Environmental Footprint Category Rules» (Pefcr) per le batterie ricaricabili ad alta energia specifica per applicazioni mobili, senza dimenticare l’impatto ambientale dell’estrazione e lavorazione delle materie prime come minerali e metalli, la loro lavorazione e l’importazione. Visti gli obiettivi di promozione di un’Economia Circolare delle batterie, con la regolamentazione dell’intero ciclo di vita, il Regolamento prevede precisi obblighi e prescrizioni per l’End of Waste dei prodotti, stabilendo obiettivi e obblighi di raccolta, per il recupero dei materiali e obblighi di responsabilità estesa del produttore, prevedendo appositi punti di raccolta differenziata e la possibilità, entro il 31 dicembre 2027, di introdurre sistemi di restituzione su cauzione per le batterie, ma al tempo stesso migliorando il funzionamento del mercato interno delle batterie, attraverso una concorrenza più equa, soprattutto nei confronti dei produttori stranieri, perché basata su requisiti di sicurezza, sostenibilità ed etichettatura validi per tutti gli operatori.

Passaporto delle batteria

Il Regolamento fissa quindi, tra gli altri, precisi criteri di prestazione, durabilità e sicurezza, restrizioni rigorose per le sostanze pericolose, quali mercurio, cadmio e piombo, l’etichettatura obbligatoria delle batterie, anche relative all’impronta di carbonio, sui componenti e sul contenuto riciclato, prevedendo l’introduzione di un vero e proprio «passaporto digitale della batteria», contente informazioni relative al modello della batteria e informazioni specifiche relative alla singola batteria, in formato elettronico con un identificativo e un «Qr code» che consentano il collegamento via web, misure che entreranno in vigore entro il 2026, per l’etichettatura, ed entro il 2027 per il codice Qr.

Materie prime critiche

Lo sviluppo sostenibile di una produzione europea di batterie richiede un forte impegno nel reperimento delle materie prime, inserite nell’elenco delle materie prime critiche, come litio, manganese, cobalto, nichel, piombo e altri minerali rari, la cui domanda è in continuo aumento con rischio di esaurimento delle riserve entro il 2030, per non parlare dei costi ambientali, energetici, economici e sociali dell’estrazione e importazione all’estero, da cui discende la necessità di fissare obiettivi di circolarità ed efficienza delle risorse, con un aumento del riciclo e del recupero delle materie prime dalla raccolta dei rifiuti di batterie portatili, che arrivi fino al 63% entro il 2027, crescendo al 73% entro la fine del 2030, con un obiettivo specifico per la raccolta dei rifiuti di batterie per mezzi di trasporto leggeri almeno del 51% entro la fine del 2028 e 61% entro la fine del 2031.

Dato l’obiettivo complessivo di sostenibilità, circolarità e maggiore efficienza,passando attraverso il recupero dei componenti essenziali delle batterie dai rifiuti, la nuova normativa fissa precisi livelli di contenuto riciclato delle batterie che usano cobalto, piombo, litio e nichel nei materiali attivi, stabilendo, in particolare, obiettivi di recupero del litio dai rifiuti di batterie del 50% entro la fine del 2027 e dell’80% entro la fine del 2031, obiettivi modificabili dalla Commissione Ue, mediante atti delegati, tenendo conto degli sviluppi tecnologici, del mercato e della futura disponibilità di litio.

Riciclato obbligatorio

Sempre in termini di livelli minimi obbligatori di contenuto riciclato per batterie industriali, per autoveicoli e per veicoli elettrici, il Regolamento prevede di raggiungere obiettivi iniziali del 16% per il cobalto, dell’85% per il piombo, del 6% per il litio e del 6% per il nichel entro il 2031, mentre per le batterie al nichel-cadmio è fissato un obiettivo dell’80% entro la fine del 2025 e per gli altri rifiuti di batterie del 50% entro la fine del 2025. Gli obiettivi devono essere dimostrati attraverso apposita documentazione relativa alla percentuale di cobalto, litio o nichel presente nei materiali attivi e che sia stata recuperata dai rifiuti della fabbricazione delle batterie o dai rifiuti post-consumo, nonché sulla percentuale di piombo presente nella batteria recuperata dai rifiuti, per ciascun modello di batteria, per anno di produzione e stabilimento di fabbricazione. Tutti gli obiettivi e gli obblighi, in termini di percentuali di raccolta e riciclo, di utilizzo di materiali recuperati, ma anche di obiettivi di prestazione elettrochimica e durabilità delle batterie, di etichettatura e passaporto della batteria, potranno essere rivisti e rimodulati, anche introducendone di nuovi e più stringenti, dalla Commissione Europea, con appositi atti delegati nel termine di cinque anni dall’entra in vigore del Regolamento.

Categorie

La nuova normativa prevede la distinzione tra le diverse categorie di batterie, dalla progettazione all’utilizzo, indipendentemente dalla composizione chimica, con la classificazione delle batterie usate per la trazione dei veicoli per il trasporto su strada, come una nuova categoria distinta di batterie per veicoli elettrici e introduce la nuova categoria per le batterie usate per la trazione di mezzi di trasporto leggeri, come le biciclette elettriche e i monopattini elettrici, mentre quelle destinate alla trazione di altri veicoli adibiti al trasporto, compreso quello ferroviario, aereo e per vie navigabili o le macchine mobili non stradali, sono ricomprese nella categoria delle batterie industriali. Quest’ultima categoria comprende l’ampio gruppo di batterie destinate all’uso in attività industriali, infrastrutture di comunicazione, attività agricole o nella produzione e distribuzione di energia elettrica e in genere ogni batteria con un peso superiore a 5 kg che non rientri in altre categorie ai sensi del Regolamento, comprese le batterie usate per lo stoccaggio di energia in contesti privati o domestici.

Prestazioni e durabilità

La normativa prevede la progettazione e fabbricazione delle batterie in modo da ottimizzarne le prestazioni, la durabilità e la sicurezza, riducendo al minimo l’impronta ambientale, fissa requisiti specifici per la sostenibilità delle batterie industriali ricaricabili con capacità superiore a 2 kWh, delle batterie per mezzi di trasporto leggeri e delle batterie per veicoli elettrici, visto come il segmento di mercato che si prospetta in maggior espansione nei prossimi anni. Il Regolamento prevede quindi il rispetto di precisi parametri di prestazione elettrochimica e durabilità, secondo i valori minimi individuati negli Allegati per le diverse categorie di batterie, stabilendo che entro il 2027 le batterie portatili incorporate negli apparecchi siano rimovibili e sostituibili dall’utilizzatore finale, dovendo entro tale termine i produttori adattare la progettazione dei prodotti, con grande impatto sui prodotti di largo consumo, che potrebbe, nel tempo, interessare anche gli strumenti tecnologici di uso quotidiano, come smartphone, tablet e computer portatili, mentre per le batterie per mezzi di trasporto leggeri la norma prevede che siano disponibili come pezzi di ricambio sostituibili da operatori professionisti indipendenti per almeno cinque anni dall’immissione sul mercato del mezzo.

Appalti verdi

Da sottolineare la previsione dell’articolo 85, che in tema di appalti pubblici verdi, impone alle Pubbliche Amministrazioni di tenere conto, negli appalti pubblici per batterie o per prodotti contenenti batterie, anche dell’impatto ambientale durante il ciclo di vita, così da ridurre al minimo l’impatto, tenendo conto nei bandi delle specifiche tecniche e criteri di aggiudicazione che saranno dettagliati dalla Commissione con un futuro atto delegato, sulla base dei requisiti per la sostenibilità stabiliti dal Regolamento.

Restrizione delle Sostanze

La Commissione, tramite il lavoro dell’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (Echa), potrà prevedere anche l’adozione di apposite misure di restrizione di determinare sostanze utilizzare nella fabbricazione delle batterie o in caso di presenza al momento dell’immissione in commercio o nelle successive fasi del ciclo di vita, come il cambio di destinazione o il trattamento dei rifiuti , laddove emerga un rischio per la salute umana o per l’ambiente non adeguatamente controllato, sempre valutando e analizzando gli impatti socioeconomici e le eventuali alternative.

di Mauro Calabrese | Sole24ore Professionale