Plastica, contributo ambientale aumentati per tutti gli imballaggi
Da luglio 2026 scattano gli aumenti del Contributo Ambientale per la raccolta differenziata di tutte le fasce degli imballaggi in plastica a causa della crisi del settore europeo del riciclo e della concorrenza extra-Ue. Leggi l’articolo di Mauro Calabrese.
di Mauro Calabrese
Da luglio 2026 scattano gli aumenti del Contributo Ambientale per la raccolta differenziata di tutte le fasce degli imballaggi in plastica a causa della crisi del settore europeo del riciclo e della concorrenza extra-Ue.
Delibera Conai
Il Consiglio di amministrazione del Consorzio Nazionale Imballaggi (Conai), il 2 febbraio 2026, ha deliberato l’aumento del Contributo Ambientale Conai (CAC) dovuto per tutte le nove fasce contributive degli imballaggi in plastica, per gestire l’emergenza legata alla crisi europea del riciclo delle plastiche, rinviando alla sessione del mese di marzo la determinazione puntuale dei nuovi importi dei contributi, applicabili a partire dal 1° luglio 2026.
Contributo Ambientale
Il Contributo Ambientale Conai, ripartito proporzionalmente tra produttori e utilizzatori, è finalizzato ai sensi dell’articolo 224 del Dlgs n. 152 del 2006, alla copertura dei costi per gli oneri della raccolta differenziata, per il riciclaggio e per il recupero dei rifiuti di imballaggi, in funzione della quantità totale, del peso e della tipologia del materiale di imballaggio immessi sul mercato nazionale.
Consorzio Plastica
L’attuale quadro economico e industriale, come rappresentato dal Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica (COREPLA), vede un contesto di forte crisi a livello europea dalla fine del 2025, con una significativa riduzione dei ricavi della vendita all’asta dei materiali selezionati, in particolare quelli a base di Polietilene a alta densità (HDPE) e di Polietilene Tereftalato, cd «PET», anche a causa dell’incremento dei costi di avvio a riciclo per gli altri flussi.
Il settore del recupero e riciclo della plastica nell’Unione Europea risente della crescente concorrenza delle materie plastiche vergini e riciclate provenienti da Paesi extra-UE, che comporta la riduzione dei mercati di sbocco per le plastiche riciclate a partire dalla raccolta differenziata, nonché l’aumento dei costi operativi, con un impatto rilevante sull’equilibrio economico del sistema, che ha portato all’apertura di un tavolo di crisi presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con l’obiettivo di assicurare la continuità della raccolta differenziata e di contribuire alla definizione di soluzioni strutturali per il rilancio dei mercati delle plastiche riciclate.
Stime 2026
A fronte dello scenario di crisi, il Conai sta provvedendo a elaborare nuove stime aggiornate del fabbisogno per il 2026 necessario a garantire la sostenibilità e la continuità del sistema consortile di raccolta, riciclo e recupero, comportando necessariamente un aumento dei valori del Contributo Ambientale CONAI (CAC) per gli imballaggi in plastica, che porteranno nella sessione del prossimo marzo 2026 alla definizione dei nuovi valori puntuali, con decorrenza dal 1° luglio 2026, con rimodulazioni al rialzo che riguarderanno tutte le fasce contributive.






