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La rivoluzione digitale nella gestione dei rifiuti in Italia

Daniele Gizzi propone un’interessante crono-storia dell’introduzione dello strumento RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), che è ormai ai nastri di partenza. L’articolo mette anche in evidenza le prossime scadenze!

Da dove siamo partiti e come ci siamo arrivati

Dal 15 dicembre 2024 il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI) è operativo: il nostro Paese ha rispettato l’impegno con la Commissione Europea assunto con il PNRR e dato l’avvio ad un sistema moderno di tracciabilità dei rifiuti che consentirà di monitorare i flussi necessari a costruire filiere circolari, prevenire gli illeciti e tutelare le imprese sane, semplificando gli adempimenti burocratici con ampio ricorso alla digitalizzazione.

Ma come ci siamo arrivati, ma soprattutto, da dove siamo partiti?

2018 – 2020

A fine 2018 il Governo, dopo 9 anni abolisce il SISTRI che il Ministro Sergio Costa definisce:

“….uno dei più grandi sprechi nella gestione dei rifiuti, un sistema mai entrato effettivamente in funzione, che però ha comportato costi sostenuti dalle imprese coinvolte e dallo Stato che hanno superato i 141 milioni di euro in 9 anni……”

Dalle ceneri del SISTRI nasce il R.E.N.T.Ri (Registro Elettronico Nazionale Tracciabilità Rifiuti) per la digitalizzazione dei dati contenuti nei registri di carico e scarico e nei Formulari di Identificazione Rifiuti (FIR).

“Il RENTRI è gestito direttamente dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica con il supporto tecnico operativo dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali” (Art. 188 bis, D.Lgs 152/06 e smi)”

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica individua nell’Albo nazionale gestori ambientali la struttura idonea sulla quale appoggiarsi per sviluppare il progetto del nuovo registro: l’elevato livello di digitalizzazione raggiunto, la sua diramazione territoriale con 21 Sezioni regionali e provinciali,  oltre alle sue competenze, lo rendevano evidentemente il partner pubblico adatto per traghettare la tracciabilità dei rifiuti in una nuova era.

A fine 2020 Il Ministero dell’Ambiente affida all’Albo un compito ben preciso: delineare un piano operativo per procedere alla progettazione e realizzazione di un prototipo di Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei rifiuti.

Nello stesso anno l’Albo sigla protocolli d’intesa con tutte le associazioni imprenditoriali di questo Paese, chiamando i corpi intermedi, le imprese e le software house a sviluppare insieme alla Stato un prototipo di RENTRI. Non chiede agli stakeholder di testare un prodotto finito ma li coinvolge sin dall’inizio con un approccio “taylor-made basato sull’utilizzatore finale.

2021 -2023

La sperimentazione Albo nazionale gestori ambientali parte a fine 2021 con tre obiettivi:

  1. Accreditamento/iscrizione: definire la profilazione delle diverse tipologie di utenze, facilitare l’accessibilità al sistema e alle procedure d’iscrizione
  2. Registri di carico e scarico: testare la fase di trasmissione dei dati sia per imprese dotate di software gestionali sia per quelle sprovviste
  3. Formulari di Identificazione Rifiuti (FIR): per i soli rifiuti speciali pericolosi testare le modalità di trasmissione dei dati al sistema centrale

Agli sviluppatori dei software gestionali che molte imprese oggi utilizzano per una gestione informatizzata di registri, FIR e MUD, vengono dedicati incontri tecnici specifici (tutti pubblici a partecipazione libera) per consentirgli di agganciarsi al RENTRI tramite l’interoperabilità, rendendo i loro prodotti totalmente compatibili con il nuovo registro. Per tutti coloro che sceglieranno di non avvalersi di software gestionali, vengono sviluppati serivizi di supporto per operare direttamente nel portale del registro.

Nel frattempo a metà 2022, con l’approvazione della Strategia nazionale per l’economia Circolare, il Governo Italiano centra gli obiettivi del PNRR ricevendo la seconda tranche dei fondi Next Generation EU: il capitolo 6 della Strategia dal titolo “Digitalizzazione come strumento di sviluppo dell’economia circolare” contiene la messa a regime del RENTRI oltre ad altri strumenti per la pubblica amministrazione (RECER, etc.).

Nel 2023, dopo ampia consultazione con tutti gl stakeholder interessati il Ministero dell’Ambiente e della scurezza energetica pubblica il “Regolamento del sistema di tracciabilità dei rifiuti e del registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti” (DM 4 aprile 2023 n. 59) che costituisce l’impalcatura generale del RENTRI, lasciando a successivi decreti direttoriali la definizione delle singole procedure.

Il RENTRI regolato dal DM 59/2023 non prevede hardware (no chiavette USB, nessuna Black Box da installare sui mezzi per la geolocalizzazione) è tutto in cloud, prevede procedure semplificate di iscrizione per le associazioni, gradualità di messa a regime per le imprese più piccole e meno strutturare, gestione degli incaricati e delegati, ed ha costi di iscrizione irrisori rispetto ai suoi predecessori.

La sperimentazione prototipale dell’Albo, partita a fine 2021, si ferma quindi nella primavera del 2023 con la pubblicazione del regolamento portando i seguenti risultati: circa 2.000 soggetti hanno operato nel prototipo creando altrettante unità locali e posizioni di registro di carico e scarico, portando a buon fine circa 400.00 movimentazioni sui registri e circa 1.500 sui FIR.  Obiettivi 1 (Accreditamento/Iscrizione) e 2 (Registri C/S) centrati, obiettivo 3 (FIR) ancora da sperimentare (Work in progress): non è un caso, infatti, che l’obbligo di trasmissione dei dati dei FIR sia fissato al 2026.

2024 – Oggi

A marzo 2024 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica affida all’ Albo nazionale gestori ambientali un nuovo mandato con obiettivi precisi:

  • Formazione e Informazione dei soggetti obbligati
  • Area DEMO: Verifica delle principali funzionalità delle applicazioni servizi di supporto
  • Avvio della sperimentazione del FIR digitali

L’Albo parte con una massiccia campagna di formazione e formazione dell’utenza il 16 aprile di quest’anno e apre l’area DEMO (che resterà aperta con accesso con identità digitale), dove tutti gli utenti possono iscriversi con diversi profili (trasportatore, impianto, produttore di rifiuti, etc.), testare la nomina di incaricati e delegati e i servizi di supporto per la compilazione dei registri e dei FIR.

La campagna di formazione istituzionale a libera partecipazione ha coinvolto per più di 6 mesi la segreteria del comitato nazionale e tutte le Sezioni territoriali dell’Albo: 62 eventi da remoto e in presenza, suddivisi in due moduli formativi validati dal Ministero per 160 ore complessive di formazione che hanno raggiunto a fine novembre più di 50.000 utenti.

Contemporaneamente l’area “Supporto” del portale RENTRI viene dotata di un’assistenza telematica di 1° livello (assistente virtuale, schede informative, video tutorial, FAQ con relative risposte) e un assistenza di 2° Livello con la quale porre direttamente quesiti che non trovano risposta nel portale.

Su circa 4.000 quesiti ricevuti ad oggi dall’assistenza di 2° livello , solo 1.500 riguardano la piattaforma e la tecnologia: 2.500 (più del 60%) riguardano unicamente aspetti legati alla Parte IV del Testo Unico Ambientale non toccati in alcun modo dal RENTRI che aggiunge solo l’obbligo di trasmissione dei dati di registri e FIR , senza modificare nemmeno una virgola del D.Lgs.152/06: l’unica grande novità che introduce  sono nuovi modelli di Registri di carico e scarico e di FIR, ricordandoci che quelli cartacei attualmente in uso hanno quasi 30 anni (1998) e forse è arrivato il momento di aggiornarli.

Dai dati MUD si stima che i soggetti obbligati all’iscrizione al RENTRI rientranti solo nel 1°scaglione (15 dicembre 2024 – 13 febbraio 2025) siano circa 70.000 e a regime circa 500.000  a inizio 2026.

Per questo la formazione dell’Albo non si fermerà e proseguirà per tutto il 2025 con nuovo programma di eventi formativi destinati a imprese, enti, istituzioni, organi di controllo e forze dell’ordine. Così come perseguirà la sperimentazione della trasmissione dei dati dei FIR, soprattutto in mobilità in vista dell’obbligo previsto nel 2026.

Una rivoluzione culturale deve essere accompagnata da una comunicazione chiara e trasparente che alzi il livello di consapevolezza di tutti gli attori coinvolti.

“Dove c’è emergenza cultuale c’è emergenza ambientale”

 

LE PROSSIME SCADENZE
Gli enti o imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi con più di 50 dipendenti si iscrivono a decorrere dal 15 dicembre 2024 ed entro il 13 febbraio 2025.
Gli enti o imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi con più di 10 e fino a 50 dipendenti compresi si iscrivono a decorrere dal 15 giugno 2025 ed entro il 14 agosto 2025.
Gli enti o imprese produttori iniziali di soli rifiuti speciali pericolosi con un numero di dipendenti inferiore o uguale a 10 sono tenuti a iscriversi al RENTRI a decorrere dal 15 dicembre 2025 ed entro il 13 febbraio 2026.
I produttori di rifiuti speciali pericolosi non rientranti in organizzazioni di ente e impresa sono tenuti a iscriversi al RENTRI a decorrere dal 15 dicembre 2025 ed entro il 13 febbraio 2026, a prescindere dal numero di dipendenti.
La vidimazione digitale dei FIR e dei registri di carico e scarico tramite i servizi forniti dal RENTRI sarà disponibile a partire dal 23 gennaio 2025 ed i nuovi modelli potranno essere utilizzati a partire dal 13 febbraio 2025.

 

di Daniele Gizzi | Sole24ore Professionale