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Imballaggi e rifiuti da imballaggio. Approvata dal Consiglio ambiente Ue proposta di regolamento

Pierpaolo Masciocchi ci aggiorna, punto per punto, sulle nuove regole europee che promuovono la circolarità nel settore imballaggi.

Ambito di applicazione del regolamento

Il Consiglio ha mantenuto l’ambito di applicazione della proposta della Commissione, che comprende tutti gli imballaggi, indipendentemente dal materiale utilizzato, e tutti i rifiuti di imballaggio, indipendentemente dalla loro provenienza (ad esempio industria, attività manifatturiere, vendita al dettaglio o nuclei domestici).

 

Prescrizioni di sostenibilità e imballaggi riciclabili

Il testo dell’orientamento generale mantiene la maggior parte delle prescrizioni di sostenibilità per tutti gli imballaggi immessi sul mercato e gli obiettivi principali proposti dalla Commissione.

Rafforza le prescrizioni per le sostanze contenute negli imballaggi invitando la Commissione, assistita dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche, a elaborare entro il 2026 una relazione sulla presenza di sostanze che destano preoccupazione negli imballaggi, al fine di determinare se tali sostanze incidono negativamente sul riutilizzo o sul riciclaggio dei materiali o hanno un impatto sulla sicurezza chimica.

Il Consiglio ha modificato la proposta per quanto riguarda gli imballaggi riciclabili. Pur sostenendo che tutti gli imballaggi immessi sul mercato devono essere riciclabili come proposto dalla Commissione, gli Stati membri hanno convenuto che gli imballaggi saranno considerati riciclabili quando sono progettati per il riciclaggio dei materiali e quando i rifiuti di imballaggio possono essere raccolti separatamente, cerniti e riciclati su larga scala (quest’ultima condizione si applicherà a decorrere dal 2035).

L’orientamento generale mantiene gli obiettivi principali per il 2030 e il 2040 per quanto riguarda il contenuto riciclato minimo negli imballaggi di plastica. Entro il 2034 la Commissione dovrà riesaminare l’attuazione degli obiettivi per il 2030 e valutare la fattibilità degli obiettivi per il 2040.

Il Consiglio ha inoltre convenuto che le bustine per tè e le etichette adesive sui prodotti ortofrutticoli devono essere compostabili, introducendo la possibilità per gli Stati membri di imporre che altri imballaggi (ad esempio le cialde per caffè e le borse di plastica in materiale leggero) siano compostabili a determinate condizioni.

Le nuove norme ridurrebbero gli imballaggi non necessari imponendo ai fabbricanti e agli importatori di garantire che il peso e il volume degli imballaggi siano ridotti al minimo, fatta eccezione per i modelli di imballaggio protetti.

 

Obiettivi di riduzione dei rifiuti di imballaggio

In linea con la proposta della Commissione, l’orientamento generale fissa obiettivi principali generali per la riduzione dei rifiuti di imballaggio, rispetto ai livelli del 2018: del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040. Questi obiettivi saranno soggetti a revisione da parte della Commissione otto anni dopo l’entrata in vigore del regolamento.

Il Consiglio ha introdotto la possibilità che gli Stati membri adottino misure per la prevenzione dei rifiuti di imballaggio che vanno oltre gli obiettivi minimi stabiliti.

 

Imballaggi riutilizzabili e obiettivi di riutilizzo

Il Consiglio ha mantenuto i criteri della Commissione per definire gli imballaggi riutilizzabili, introducendo un numero minimo di spostamenti o rotazioni nell’uso (il numero minimo di rotazioni per il cartone è inferiore a causa delle diverse caratteristiche di tale materiale).

Il testo fissa nuovi obiettivi di riutilizzo e ricarica per il 2030 e il 2040. Obiettivi diversi si applicano agli imballaggi per grandi elettrodomestici, alimenti e bevande da asporto, bevande alcoliche e analcoliche (escluso il vino), agli imballaggi per il trasporto (esclusi quelli utilizzati per merci pericolose o attrezzature su larga scala e gli imballaggi flessibili a diretto contatto con gli alimenti) e agli imballaggi multipli. Anche gli imballaggi in cartone sono esentati dalle prescrizioni. È stata introdotta una nuova possibilità per gli operatori economici di costituire raggruppamenti per conseguire gli obiettivi di riutilizzo concernenti le bevande.

Il Consiglio ha chiesto alla Commissione di riesaminare gli obiettivi per il 2030 e, su tale base, di valutare gli obiettivi per il 2040 e le esenzioni previste dalle disposizioni.

 

Sistemi di deposito cauzionale e restituzione

In base alle nuove norme, entro il 2029 gli Stati membri devono garantire la raccolta differenziata di almeno il 90% delle bottiglie di plastica monouso e dei contenitori di metallo monouso per bevande all’anno. Per conseguire questo obiettivo, sono tenuti a istituire sistemi di deposito cauzionale e restituzione per tali formati di imballaggio. Le prescrizioni minime per i sistemi di deposito cauzionale e restituzione non si applicheranno ai sistemi già esistenti prima dell’entrata in vigore del regolamento, se i sistemi in questione raggiungeranno l’obiettivo del 90% entro il 2029.

Il Consiglio ha aggiunto un’esenzione dall’obbligo di introdurre un sistema di deposito cauzionale e restituzione per gli Stati membri con un tasso di raccolta differenziata superiore al 78% entro il 2026.

 

Restrizioni all’uso di determinati formati di imballaggio

Le nuove norme introducono restrizioni concernenti determinati formati di imballaggio, compresi gli imballaggi di plastica monouso per prodotti ortofrutticoli, per alimenti e bevande, condimenti e salse nel settore alberghiero, della ristorazione e del catering, e per i piccoli prodotti cosmetici e per l’igiene utilizzati nel settore alberghiero e della ristorazione (ad esempio flaconi di shampoo o lozione per il corpo).

Il Consiglio ha introdotto la possibilità che gli Stati membri stabiliscano deroghe in determinate circostanze, anche per i prodotti ortofrutticoli biologici.

 

Altre disposizioni

Altre modifiche concordate dal Consiglio includono ulteriori chiarimenti sull’etichettatura degli imballaggi, per garantire che i consumatori siano ben informati in merito ai materiali di cui sono composti gli imballaggi e al loro corretto smaltimento quando diventano rifiuti. Il Consiglio ha introdotto anche una certa flessibilità per tenere conto dei sistemi di etichettatura già esistenti in alcuni Stati membri.

Inoltre, il Consiglio ha mantenuto la maggior parte degli obblighi previsti dalla proposta della Commissione per quanto riguarda gli operatori, i fabbricanti, gli importatori e i distributori. Ha rafforzato gli obblighi per i fornitori di servizi di logistica al fine di garantire che i produttori che utilizzano tali servizi non si sottraggano ai loro obblighi in materia di responsabilità estesa del produttore (EPR).

Il Consiglio ha prorogato la data di applicazione del regolamento a 18 mesi dalla sua entrata in vigore.

 

Prossime tappe

L’orientamento generale servirà da mandato del Consiglio per i negoziati con il Parlamento europeo sulla versione definitiva della normativa. L’esito dei negoziati dovrà essere formalmente adottato dal Consiglio e dal Parlamento.

di Pierpaolo Masciocchi | Sole24ore Professionale