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Governare la sostenibilità nelle imprese: parla CLIVET

Seconda puntata della rubrica dedicata ai manager di sostenibilità e ai processi di riorganizzazione sostenibile delle loro aziende. Questa volta a parlare è Paolo Agnella di Clivet, azienda leader a livello europeo nel settore delle macchine home comfort, nota per il suo ruolo pioneristico nella produzione di pompe di calore elettriche.

Sulle pendici delle Dolomiti, a Feltre, c’è un grande impianto di produzione di macchine home comfort i cui muri celesti si confondono con il cielo. È lo stabilimento di Clivet, azienda nata nel 1989 che oggi esporta in 90 paesi e gestisce 35 agenzie in Italia, 7 filiali estere in Europa e nel mondo e 160 centri di assistenza.  Anche Clivet, al pari di altre grandi aziende che agiscono con lungimiranza, sta riorganizzando il suo intero modo di operare in funzione degli indicatori di sostenibilità. Un percorso per nulla semplice che richiede inventiva, investimenti e determinazione. In questa seconda puntata di “governare la sostenibilità nelle imprese” abbiamo chiesto a Paolo Agnella, Team Leader del Progetto Sostenibilità di Clivet, di offrirci qualche insight sull’andamento del processo.

Quali sono le sfide di sostenibilità di un’azienda leader nel settore delle macchine home comfort?

Una crescente sensibilità verso le tematiche ambientali contraddistingue oggi il contesto economico e sociale, grazie ad una maggior consapevolezza dei sistemi industriali e agli obiettivi europei dell’Agenda 2030. Ciò si traduce in una grande attenzione verso la riduzione degli sprechi e l’impiego di tecnologie avanzate. Sin dalla sua fondazione, Clivet sviluppa soluzioni altamente efficienti dal punto di vista energetico ed ambientale. I primi prodotti dell’azienda sono state proprio le pompe di calore elettriche, allora pressoché sconosciute. Le pompe di calore elettriche sono infatti in grado di estrarre energia termica dall’ambiente circostante (dall’aria, dall’acqua oppure dal suolo) e trasferirla negli edifici per riscaldare o raffrescare gli ambienti e produrre acqua calda. Ciò avviene impiegando solamente energia elettrica, che è sempre più prodotta da fonti rinnovabili, senza alcun uso di combustibili fossili. Nel corso dei decenni successivi Clivet ha migliorato questa tecnologia spesso anticipando i tempi: ad esempio con la regolazione continua di capacità mediante inverter e l’impiego di fluidi refrigeranti naturali come l’R-290 che ha un potenziale di riscaldamento globale praticamente nullo. Senza dubbio la climatizzazione e la purificazione dell’aria stanno migliorando il benessere delle persone e con la crisi climatica in corso saranno sempre più necessarie: per questo motivo riteniamo importante garantirne i benefici compatibilmente con il rispetto dell’ambiente.

Quali meccanismi avete messo in campo per far sì che la sostenibilità intervenga nella visione strategica aziendale e poi si dirami nelle aree operative?

La sostenibilità è oggi per ogni azienda un valore etico, sociale ed economico imprescindibile: investire nelle pratiche sostenibili contribuisce a ridurre l’impatto ambientale e sociale e inoltre genera valore. Clivet ha di recente pubblicato il suo primo bilancio di sostenibilità 2023. Un passo importante che ci ha permesso di mappare tutte le attività fatte finora e di inquadrare lo status attuale sul quale impostare le attività future. Ora stiamo lavorando per implementare una visione strategica aziendale e per integrare sempre più i principi di sostenibilità nell’intera catena delle nostre attività. Lo facciamo attraverso l’adozione di tecnologie green, l’ottimizzazione dei processi produttivi per ridurre gli sprechi, lo studio di nuovi materiali sostenibili con i quali realizzare i nostri prodotti, l’introduzione di politiche di responsabilità sociale d’impresa al fine di alimentare una cultura aziendale incentrata sulla sostenibilità, coinvolgendo attivamente tutti gli stakeholder. L’approccio che abbiamo adottato è strategico e sistematico: a partire dalla valutazione della catena di approvvigionamento mediante questionari ESG stiamo identificando le aree di miglioramento. Parallelamente, stiamo investendo in impianti fotovoltaici per ottimizzare l’efficienza energetica e, di conseguenza, ridurre i costi. Inoltre, siamo impegnati nella ricerca e sviluppo di soluzioni ancora più performanti e nell’offerta di soluzioni complete e smart, per rispondere alle esigenze dei consumatori ai quali assicuriamo un servizio pre e post vendita puntuale. A livello locale, abbiamo messo in campo sul territorio politiche di attrazione e retention dei migliori talenti e iniziative per rafforzare il dialogo con le comunità locali. L’insieme di queste azioni saranno coordinate e monitorare da un apposito comitato interno che stiamo istituendo, con l’obiettivo di garantire una gestione efficace e continua della nostra strategia legata alla sostenibilità.

Quali formule avete adottato per superare la resistenza al cambiamento?

Un aspetto chiave per sviluppare la sostenibilità aziendale è coinvolgere i dipendenti e creare una vera cultura all’interno dell’azienda. I dipendenti sono uno degli asset più preziosi, sono i primi portavoce dei valori della società. Il loro coinvolgimento è dunque fondamentale per il successo delle iniziative di sostenibilità. Per questa ragione stiamo organizzando workshop dedicati a questi argomenti, in modo da fornire le competenze necessarie, incoraggiare, mappare e valorizzare comportamenti virtuosi a cominciare dalla sede di lavoro. Un altro aspetto di rilievo per un coinvolgimento reale e una partecipazione attiva dei dipendenti è la comunicazione trasparente e continua dei progressi, degli obiettivi raggiunti, delle iniziative messe in atto e delle nuove sfide, attraverso tutti i canali a disposizione dell’azienda. Naturalmente questa attività è rivolta anche all’esterno per sensibilizzare tutti gli stakeholders, in particolare la nostra rete di approvvigionamento e vendita. Crediamo infine che il coinvolgimento attivo della leadership e di tutte le competenze presenti in azienda sia una leva fondamentale per vincere la resistenza al cambiamento.

In cosa consiste esattamente il suo lavoro di team leader del progetto sostenibilità?

Nella prima fase di sviluppo di strategie e attività di tutela ambientale ho coordinato una serie di iniziative in collaborazione con i diversi dipartimenti aziendali. Dalla gestione e redazione del primo bilancio di sostenibilità, all’implementazione di una procedura di valutazione ESG per i fornitori, dall’analisi e valutazione dei fondi europei e nazionali fino allo sviluppo della prima dichiarazione ambientale di prodotto (EPD), ponendo le basi per quelle successive. Inoltre, ho lavorato all’avviamento di un progetto per il recupero dei gas refrigeranti e collaborato sia con esperti esterni sia con personale interno. Il ruolo che rivesto in Clivet è di coordinamento trasversale a tutte le funzioni aziendali, ciascuna delle quali gestisce i singoli progetti portando il suo contributo all’attuazione dell’obiettivo comune di sostenibilità aziendale. La sfida quotidiana è organizzare, sviluppare e soprattutto promuovere i progetti per la salvaguardia dell’ambiente, perché avere un approccio sostenibile a 360 gradi ci consente non solo di ridurre il nostro impatto, ma anche di creare sinergie e accedere a nuove opportunità, migliorando al contempo la percezione del valore del nostro brand da parte dei clienti.

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