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Rating ambientale delle imprese ed ESG. Fissati i nuovi principi di rendicontazione di sostenibilità

Barare diventa sempre più difficile! Il Parlamento Europeo ha approvato il testo di accordo con il Consiglio Europeo riguardo la proposta di regolamento sulla trasparenza e sull’integrità delle attività di rating ambientale, sociale e di governance (ESG).

Il Parlamento Europeo ha approvato il testo di accordo con il Consiglio Europeo riguardo la proposta di regolamento sulla trasparenza e sull’integrità delle attività di rating ambientale, sociale e di governance (ESG) che mira a consolidare la fiducia degli investitori nei prodotti sostenibili.

I rating ESG forniscono infatti un parere sul profilo di sostenibilità di un’impresa o di uno strumento finanziario, valutandone l’esposizione ai rischi per la sostenibilità e l’impatto sulla società e sull’ambiente.

Le nuove disposizioni sono intese a rafforzare l’affidabilità e la comparabilità dei rating ESG migliorando la trasparenza e l’integrità delle attività dei fornitori di rating ESG e prevenendo potenziali conflitti di interessi e prevedono che i fornitori di rating ESG dovranno essere autorizzati dall’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA), essere soggetti alla sua vigilanza e rispettare gli obblighi di trasparenza, in particolare per quanto riguarda la metodologia utilizzata e le fonti di informazione.

Si evidenzia che il Parlamento ha confermato l’introduzione di un regime di registrazione semplificato, temporaneo e facoltativo di tre anni per le imprese e i gruppi di piccole dimensioni che forniscono rating ESG.

I piccoli fornitori di rating ESG che scelgono il regime semplificato beneficeranno di contributi per le attività di vigilanza proporzionati alla portata della vigilanza dell’ESMA.

Dovranno rispettare alcuni principi generali di organizzazione e di governance, nonché obblighi di trasparenza nei confronti del pubblico e degli utenti. Saranno inoltre soggetti al potere dell’ESMA di richiedere informazioni e di condurre indagini e ispezioni in loco.

Al momento dell’uscita dal regime temporaneo, i piccoli fornitori di rating ESG dovranno rispettare tutte le disposizioni del regolamento, comprese le prescrizioni in materia di governance e di contributi per le attività di vigilanza.

Sempre sul tema ESG, è stata pubblicata la modifica del regolamento delegato (UE) 2023/2772 della Commissione, del 31 luglio 2023, che integra la direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda i principi di rendicontazione di sostenibilità che le imprese devono inserire nella rendicontazione a partire dal 2025 (GUUE del 19.4.2024).

Le modifiche, per lo più formali, riguardano l’allegato I del provvedimento che disciplina i principi europei di rendicontazione di sostenibilità cd. “ESRS”, cioè le informazioni che alcune imprese devono inserire nei propri report di sostenibilità per renderli conformi ai nuovi obblighi dichiarativi introdotti dalla direttiva 2022/2464/Ue sulla rendicontazione societaria di sostenibilità (CSRD).

Tra i principi ESRS ci sono quelli in materia ambientale che specificano le informazioni che l’impresa deve fornire, qualora ritenute rilevanti a seguito di apposita valutazione, con riguardo all’impatto delle attività su cambiamenti climatici, inquinamento, risorse idriche, biodiversità ed ecosistemi e sulle eventuali azioni intraprese per prevenire, mitigare o arrestare impatti negativi effettivi o potenziali.

di Pierpaolo Masciocchi | Sole24ore Professionale