Difesa degli oceani, la sfida di Ogyre: recuperare in un mese 40 mila chili di rifiuti dal mare e dalle coste
Quarantamila chilogrammi di rifiuti marini e costieri raccolti nel solo mese di giugno: è l'obiettivo della Ocean Challenge 2026 di Ogyre, network globale di Fishing for Litter attivo in Italia, Brasile, Indonesia e Senegal. Una risposta concreta alla crisi degli oceani, che producono il 50% dell'ossigeno del pianeta e sono fonte primaria di proteine per oltre un miliardo di persone. Leggi l'articolo di Davide Madeddu.
di Davide Madeddu
La sfida è raccogliere 40 mila chili di rifiuti marini e costieri in tutto giugno. È l’obiettivo della Ocean Challenge 2026 lanciata da Ogyre network globale di Fishing for Litter, impegnata nel recupero di rifiuti marini con campagne di raccolta in mare e iniziative di intercettazione lungo le coste. Il tutto attraverso il sostegno economico e logistico di comunità locali di pescatori di rifiuti in Italia, Brasile, Indonesia e Senegal. Un lavoro importante giacché «Con il World Oceans Day (8 giugno) la comunità internazionale è chiamata ogni anno a riflettere e contribuire attivamente alla tutela dei mari – sottolineano da Ogyre – e l’oceano produce almeno il 50% dell’ossigeno del pianeta, ospita la maggior parte della biodiversità terrestre ed è la principale fonte di proteine per oltre un miliardo di persone in tutto il mondo».
Un intervento concreto
«La salute dei nostri mari è una questione che prima o poi chiederà a tutti il conto, se non facciamo subito qualcosa di concreto – è il commento di Antonio Augeri, cofounder di Ogyre -. Con la Ocean Challenge vogliamo portare a bordo quante più persone, istituzioni e imprese in un solo mese, ma la missione di Ogyre va ben oltre le ricorrenze: dal 2021 ripuliamo ogni giorno gli Oceani grazie al sostegno di partner visionari che non sono rimasti a guardare».
Già raccolti 11 mila chili
All’iniziativa che a oggi registra più di 11 mila chili di rifiuti “pescati”, hanno aderito oltre 60 aziende e unisce brand e persone in quella che è stata ribattezzata la sfida comune: «raccogliere a giugno quanti più rifiuti possibile dall’Oceano e dalle aree costiere». Un lavoro che registra una crescita significativa nel corso del tempo: con le proprie flotte distribuite tra Italia, Indonesia, Brasile e Senegal. Dall’inizio dell’attività Ogyre e il suo network hanno già contribuito a ripulire i mari e le coste di quasi 1,5 milioni di chili di rifiuti, «impiegando sulle proprie imbarcazioni oltre 120 pescatori locali con retribuzioni giornaliere 3 volte più alte del salario minimo».
Partecipazione raddoppiata
Dopo il successo degli anni precedenti, l’Ocean Challenge ha visto raddoppiare il numero di aziende partner. I numeri parlano di una crescita costante. Si è passati dagli oltre 14 mila chili di rifiuti costieri e marini nel 2024 ai 28 mila del 2025. «L’iniziativa quest’anno vuole superare ogni record – sottolineano i promotori -, permettendo a tutti di accedere alla piattaforma per finanziare la missione e seguire in tempo reale l’andamento dell’iniziativa, che punterà a oltre 40 tonnellate raccolte in un solo mese. Un quantitativo pari al peso di 4 milioni di bottiglie di plastica da 0,5 litri, rimosso grazie al lavoro quotidiano della flotta internazionale di Ogyre attiva nei 4 continenti».
L’economia circolare
Le operazioni di Fishing for Litter di Ogyre sono patrocinate dall’Ocean Decade (iniziativa globale delle Nazioni Unite) come progetto che contribuisce alla lotta contro l’inquinamento marino, alla salvaguardia degli ecosistemi acquatici e allo sviluppo della Blue Economy. I materiali raccolti vengono conferiti a cooperative locali per essere avviati al riciclo o a uno smaltimento responsabile, garantendo sempre il miglior fine vita possibile. Ogni attività è tracciata tramite tecnologia blockchain, con dati verificabili e trasparenti. «Ogyre trasforma i rifiuti in risorse – concludono -, grazie a un modello che coinvolge persone, territori e imprese nella salvaguardia dell’Oceano e nello sviluppo di un’economia circolare».






