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Quel vecchio smartphone nel cassetto? Potrebbe appiccare un incendio

Smartphone dismessi, rasoi elettrici, cuffie wireless: se contengono una batteria al litio, e quasi tutti i dispositivi moderni ne contengono una, tenerli in casa espone a un concreto rischio di incendio. Con l'invecchiamento si formano dendriti che possono innescare una fuga termica inestinguibile con i normali mezzi domestici. Non è allarmismo: è chimica. Cosa fare e dove portare i dispositivi dismessi.

Hai un vecchio smartphone che non usi più. Oppure un paio di cuffie wireless fuori moda, un rasoio elettrico sostituito, uno spazzolino ricaricabile, un giocattolo elettronico che tuo figlio ha smesso di usare. Apparecchi silenziosi, innocui in apparenza. Ma se contengono una batteria al litio, e quasi tutti i piccoli dispositivi moderni ne contengono una, tenerli in casa è un rischio reale di incendio. Un rischio che cresce con ogni giorno che passa. Non è allarmismo. È chimica.

Le batterie agli ioni di litio funzionano grazie a un elettrolita organico infiammabile che consente il passaggio di ioni tra anodo e catodo. Con l’invecchiamento e l’uso ripetuto, all’interno delle celle si formano depositi metallici detti “dendriti di litio“: sottili filamenti conduttivi che possono forare il separatore tra i due elettrodi, provocando un cortocircuito interno. Il cortocircuito genera calore. Il calore, se sufficiente, innesca quello che i tecnici chiamano thermal runaway, o fuga termica: una reazione a catena in cui la temperatura interna sale in modo incontrollabile. In condizioni di fuga termica, la temperatura di una batteria al litio può passare da 100 °C a 1.000 °C in meno di un secondo. A quel punto si liberano gas tossici tra cui fluoruri di idrogeno, e si innesca un incendio che i normali mezzi domestici non riescono a spegnere: la batteria si autoalimenta anche in assenza di ossigeno esterno, e l’acqua, reagendo con il litio in combustione, produce idrogeno infiammabile e aggrava l’incendio.

Il pericolo cresce nei dispositivi abbandonati perché nessuno li monitora. Una batteria che si scarica lentamente in un cassetto scende sotto la tensione minima di sicurezza per cella (circa 2,5–3 V), accelerando la formazione dei dendriti. Un rigonfiamento visibile, il classico “gonfiore” dei telefoni vecchi, segnala che qualcosa non va. Ma nel cassetto, nessuno lo vede. La pressione di altri oggetti ammassati vicino all’apparecchio può deformare le celle.

Trattandosi di un fenomeno relativamente nuovo, i dati sul numero di incidenti sono ancora carenti. Ma la percezione degli esperti è che gli incidenti domestici provocati dalla combustione spontanea di batterie al litio aumentano esponenzialmente. La traccia più fedele della tendenza arriva da New York, dove i Vigili del Fuoco hanno istituito uno specifico registro che mostra un’allarmante progressione: 28 incendi nel 2019 senza morti, 104 incendi e 4 morti nel 2021, 216 incendi e 6 morti nel 2022, 268 incendi e 18 morti nel 2023. I dati finali sugli anni successivi non sono ancora disponibili, ma ci sono segnali che confermerano la tendenza. Nel solo febbraio 2024, un singolo incendio da batteria di e-bike in un isolato residenziale della città statunitense ha causato 44 feriti e 15 morti.

Vanno a fuoco anche gli impianti di trattamento che ricevono i rifiuti domestici contenenti batterie al litio. In Italia dal 2016 al 2023 gli incendi delle batterie negli impianti sono aumentati del 270%. Il Presidente di Assoraee, Giuseppe Piardi, ha dichiarato che in seguito agli urti e agli sfregamenti subiti durante il processo di lavorazione le batterie esplodono in media quattro volte al giorno; a volte gli incendi avvengono a scoppio ritardato, nei punti di stoccaggio, magari di notte, mandando a fuoco interi impianti. Tant’è che nel 2025 il CDC RAEE e l’Associazione Nazionale dei Comuni italiani hanno concordato procedure di intercettazione separata presso i punti di raccolta, che prevedono, tra le altre cose, l’introduzione di specifici contenitori differenziati da movimentare con la massima cura. La cura che non applichi quando scuoti il contenuto di un cassetto pieno di cianfrusaglie dove potrebbe essere sepolto un vecchio cellulare.

Informazione chiave

Vale la pena sapere cosa distingue un piccolo RAEE sicuro da uno pericoloso, e come riconoscerlo.

  • La batteria gonfia è un’emergenza, non un fastidio estetico. Il rigonfiamento, visibile sul retro di uno smartphone o sotto la tastiera di un laptop, indica che all’interno si stanno producendo gas per decomposizione dell’elettrolita. È un precursore diretto della fuga termica. Un dispositivo con batteria gonfia non va tenuto in casa, non va compresso in uno zaino, non va riposto in un cassetto: va conferito subito.
  • Tre condizioni aggravano il rischio nei dispositivi abbandonati: la scarica profonda, il danno fisico e il calore ambientale. Una batteria completamente scarica da mesi ha subìto una degradazione chimica difficilmente reversibile. Una batteria esposta a temperature superiori ai 40–45 °C (possibili in un cassetto o nel cruscotto di un’automobile d’estate, o in una cantina o garage sotto un tetto di lamiera esposto al sole) subisce un’accelerazione delle reazioni interne.

Attenzione: liberarti dei vecchi apparecchi conferendoli in modo scorretto può salvare te e la tua famiglia, ma mettere in pericolo altre persone. Un piccolo RAEE con batteria al litio conferito nel flusso sbagliato (nell’indifferenziato, nella plastica, o semplicemente schiacciato tra altri oggetti) può innescare un incendio nei centri di smistamento e trattamento, mettendo a rischio non solo costose strutture che operano per l’utilità collettiva ma anche i lavoratori che si trovano al loro interno.

Invito all’azione

Prima di chiudere questo articolo, fai queste quattro cose:

Passo 1: gira per casa e individua tutti i piccoli dispositivi elettronici che non usi più da almeno tre mesi (smartphone, cuffie, smartwatch, rasoio, spazzolino, giocattoli elettronici, aspirapolvere portatile). Mettili tutti insieme in un posto visibile e portali al punto di raccolta autorizzato più vicino a casa tua.

Passo 2: se uno di questi apparecchi ha la batteria visibilmente gonfia o deformata, non comprimerlo, non bucarlo e non tentare di aprirlo. Mantienilo separato dagli altri e quando ti rechi al punto di raccolta segnalalo al personale.

Passo 3: se non sai qual è il punto di raccolta autorizzato più vicino a casa tua, scarica l’app gratuita MyRAEE (disponibile su Oltreilgreen.it, App Store e Play Store). Fotografa il dispositivo e in meno di un minuto l’app ti indica il punto di raccolta RAEE più vicino abilitato a riceverlo.

⚠️ Raccomandazione importante: non conferire gli apparecchi nell’indifferenziato, o in un punto di raccolta che non è abilitato. Non mettere a rischio gli impianti di gestione del rifiuto e il personale che ci lavora!