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Litio: raccolte comunali verso l’adeguamento

CDC RAEE, ANCI, Aziende di raccolta rifiuti e rappresentanza unica dei Produttori, hanno rivisto il loro Accordo di Programma 2025-2027 aggiungendo specifici allegati dedicati alla gestione degli apparecchi a fine vita contenenti batterie al litio. Scopri le ragioni e i dettagli di questa novità.

“Troppi incendi, a volte con danni tremendi, con tutti gli oneri attribuiti agli impianti dove avvengono gli incidenti, e senza una chiara catena di responsabilità a ritroso. Una situazione davvero difficile da sostenere, considerato che le autocombustioni degli apparecchi domestici a fine vita derivano da urti e danneggiamenti spesso procurati giorni prima della consegna all’impianto, cioè durante le fasi di conferimento nei centri di raccolta comunali oppure durante il trasporto dai centri di raccolta all’impianto”. Leonardo Colapinto, esponente del consorzio di produttori ECOPED, riassume in questo modo le ragioni che hanno indotto Centro di Coordinamento RAEE, Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), Aziende di raccolta rifiuti e rappresentanza unica dei Produttori, a rivedere il loro Accordo di Programma 2025-2027 aggiungendo specifici allegati dedicati alla gestione degli apparecchi a fine vita contenenti batterie al litio.

Sotto la lente di ingrandimento il raggruppamento numero 4 (R4), che include IT e Consumer Electronics, apparecchi di illuminazione (privati delle sorgenti luminose), piccoli elettrodomestici e altre frazioni di RAEE che, in modo crescente, contengono batterie al litio. “L’assenza di una differenziazione degli apparecchi contenenti le batterie al litio implica una gestione di massa, non accurata, dove è impossibile prevenire il danneggiamento degli oggetti più piccoli, che sempre più spesso contengono questo tipo di batterie”, commenta il manager di ECOPED.

Le prescrizioni adottate

La revisione dell’accordo, che dal lato CDC RAEE è stata firmata dal Presidente Giuliano Maddalena, prevede l’introduzione di unità di carico specifiche per la gestione degli apparecchi con batterie al litio. Queste unità di carico, ai sensi della normativa ADR sul Trasporto su strada di merci pericolose, devono essere gestite in imballaggi esterni robusti, resistenti, che impediscono la perdita di contenuti e che vanno manipolati con cura per minimizzare i rischi di danneggiamento. Ma le prescrizioni proposte da CDC RAEE, e accettate dagli altri soggetti coinvolti, vanno molto più nello specifico.

Innanzitutto, la robustezza dovrà essere garantita da unità di carico costruite in acciaio e con uno spessore minimo di 1,2 mm, con tipologia e qualità tali da sostenere un carico ipotetico di almeno 210 kg/m3. Le unità di carico dovranno essere facilmente riconoscibili, anche per tramite della applicazione di un elemento identificativo di colore arancio brillante, apposto, ad esempio, per mezzo di una banda adesiva, di un bollo adesivo o di una verniciatura anche parziale, e su almeno una parete esterna dovrà essere riportata l’indicazione, ben visibile di “APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE CON BATTERIE AL LITIO PER IL RICICLAGGIO”.  Tutti i lati delle unità di carico (fondo, pareti laterali e parete superiore) dovranno essere costituiti da superfici chiuse, per evitare la fuoriuscita totale o parziale di materiale nonché per garantire una migliore funzione di contenimento in caso di sviluppo di incendi al proprio interno.

In quanto ad utilizzo e movimentazione, le unità di carico dovranno avere ruote e dotazioni che facilitino l’uso di carrelli elevatori o transpallet, e dovrà essere garantito un sistema di apertura che consenta all’utente di depositare il RAEE offrendo una ragionevole garanzia del mantenimento dell’integrità dello stesso e senza presentare ulteriori rischi per l’utente rispetto a quanto insito nelle normali operazioni di conferimento di un RAEE presso un Centro di Raccolta. Dovrà infine essere garantito un sistema di apertura per lo svuotamento che consenta agli operatori degli impianti autorizzati di prelevare i RAEE mantenendo l’integrità degli stessi e senza presentare ulteriori rischi per la sicurezza dell’operatore rispetto a quanto insito nelle normali operazioni di gestione dei RAEE.

Un problema mondiale

Entro il 2030 la domanda di batterie al litio è destinata a schizzare a 4,7 TWh, a fronte dei 700 Gwh registrati nel 2022 (quasi sette volte tanto). Gran parte di questa domanda sarà legata alle batterie dei veicoli elettrici, ma una crescita esponenziale è prevista anche per la frazione “consumer”, dalla quale è originata gran parte degli incidenti.

Secondo il Lithium-ion Battery Incident Reporting, aggiornato annualmente dal centro di ricerca UL a partire da un database di 12 paesi (Canada, Cina, Germania, India, Giappone, Paesi Bassi, Norvegia, Singapore, Corea del Sud, Svezia, Regno Unito e USA), gli incidenti provocati dalle batterie al litio sono aumentati esponenzialmente di anno in anno, passando dai 231 del 2014 ai 3880 del 2024: un numero che nei prossimi anni, in assenza di serie misure di prevenzione, rischia di aumentare proporzionalmente all’incremento della domanda.

Nel 2014 l’autocombustione delle batterie al litio aveva provocato due morti e 25 feriti, nel 2024 si è arrivati al record di oltre 100 morti e quasi 600 feriti.

Il Rapporto chiarisce che il 49% dei feriti è vittima degli apparecchi “consumer” (come smartphone, laptop e giocattoli), e un altro 45% dei “micro-mobility devices” (come le biciclette elettriche); solo il 4% risulta ferito dai veicoli elettrici. I morti, invece, sono da attribuire al 31% agli apparecchi consumer, al 53% alla micromobilità e al 16% ai veicoli elettrici (questi ultimi, però, generano percentualmente meno vittime rispetto a quelle degli incendi di veicoli non elettrici).