Dal 2025 al 2026, sempre un passo avanti
Esaminare i trend industriali, tecnologici e di mercato e seguire passo passo l’evoluzione delle normative settoriali, in ambito circolare ma non solo. Questa è la chiave che consente a SAFE-Hub delle Economie Circolari di anticipare gli scenari facendo sì che le imprese facenti parte del suo circuito si posizionino sempre Oltre. Leggi l’opinione di Giuliano Maddalena.
di Giuliano Maddalena, Direttore di SAFE-Hub delle Economie Circolari
Esaminare i trend industriali, tecnologici e di mercato e seguire passo passo l’evoluzione delle normative settoriali, in ambito circolare ma non solo. Questa è la chiave che consente a SAFE-Hub delle Economie Circolari di anticipare gli scenari facendo sì che le imprese facenti parte del suo circuito si posizionino sempre Oltre. Eticamente, ambientalmente, tecnologicamente, commercialmente e, soprattutto, strategicamente.
Il primo quarto del millennio si è concluso segnando un trend storico chiaro ed accertato, destinato entro pochi decenni a riconfigurare il sistema produttivo globale rendendolo circolare. L’Europa si è posta all’avanguardia di questa transizione, facendo convergere nel discorso della sostenibilità le proprie strategie industriali e geo-economiche, e pertanto vive in anticipo i cambiamenti che coinvolgeranno presto anche il resto del mondo. I cittadini/consumatori, che votano periodicamente alle elezioni e ogni giorno facendo la spesa, sono il vero motore della transizione. Gli enti di ricerca concordano nel registrare, anche nel 2025, e nonostante la crisi economica, una crescita della quota di consumatori che considera la sostenibilità delle filiere produttive parte integrante del valore dei prodotti che acquista, e una maggioranza sempre più ampia di elettori, indipendentemente dalle preferenze ideologiche, tiene conto delle proposte ambientali di chi si candida alle elezioni.
Cosciente di queste tendenze, l’industria europea, che offre soprattutto prodotti di qualità medio-alta, sta imboccando con determinazione il cammino della circolarità e della due diligence, e l’evoluzione normativa comunitaria sospinge questo processo (a volte tirando un po’ la corda!) perché il nuovo sistema raggiunga presto un’ottimale dimensione di scala.
Non bisogna lasciarsi ingannare dagli “stop the clock” imposti dalla Commissione Europea in una serie di importanti percorsi legislativi, perché queste pause e rallentamenti non rappresentano di certo un cambio di rotta, ma servono solo a far riprendere il respiro all’industria prendendo atto della congiuntura internazionale eccezionalmente incerta e complessa. L’acuirsi dei conflitti geoeconomici richiede prudenza in ogni singolo provvedimento, ma non determinerà un indebolimento delle politiche circolari. Al contrario, le rafforzerà. La Commissione Europea, basandosi su un’ampia mole di dati e ricerche, afferma che la circolarità può generare 700.000 nuovi posti di lavoro entro il 2030 e ridurre del 15–20% la dipendenza dell’Unione dalle materie prime importate.
Nel 2025 SAFE, l’Hub delle Economie Circolari che ho l’onore di dirigere, ha accompagnato un gran numero di imprese a posizionarsi proattivamente nei nuovi scenari. Sul fronte RAEE abbiamo lavorato alacremente per incrementare e ottimizzare le raccolte destinate a filiere trasparenti e corrette, sensibilizzando e orientando i cittadini/consumatori con l’app MyRaee e aggiornando ai sensi delle nuove norme il servizio EasyRaee rivolto ai produttori che devono adempiere con ritiri domiciliari. Abbiamo inoltre esteso le opzioni di recupero promovendo innovazioni industriali nel riciclaggio della plastica post-consumo, e avviando a riparazione e rigenerazione i resi commerciali delle vendite online. Abbiamo anche remato, con forza, per migliorare la gestione dei gas refrigeranti dei vecchi apparecchi e delle batterie al litio esauste utilizzate in RAEE di uso domestico e veicoli elettrici. Nel settore pneumatici abbiamo proseguito le sperimentazioni di riciclo tyre to tyre e collaborato con enti locali e forze dell’ordine per pulizia e corretto recupero dei rifiuti accumulati nelle discariche abusive. Sul fronte tessile, uno dei più caldi, abbiamo anticipato l’imminente scenario della Responsabilità Estesa del Produttore consolidando le nostre reti di raccolta e recupero, esplorando le filiere extraeuropee della seconda mano, sperimentando nuove tecnologie di sorting e riciclaggio, organizzando raccolte speciali non solo in Italia ma anche in Francia, e stabilendo accordi operativi e di programma con enti locali, centri di ricerca, associazioni di categoria e industrie di avanguardia. In ambito automotive, abbiamo attivato piani di recupero di airbag e pretensionatori a fine vita e specifici servizi di assistenza per la compliance ambientale delle case produttrici. A tutto campo, abbiamo incrementato la nostra attività di coordinamento nella gestione dei rifiuti speciali e delle rottamazioni fiscali dei consorziati, aumentando le loro performance di riutilizzo, riciclaggio e recupero, e accompagnandoli, su richiesta, nell’analisi del ciclo di vita dei loro prodotti così come nella redazione dei bilanci di sostenibilità.
Nel 2026 continueremo a lavorare su tutti questi progetti, e vi sorprenderemo con nuove proposte. Barra a dritta, l’Unione fa la Forza!






