Tessile: il Vademecum che tutte le aziende dovrebbero assolutamente leggere per arrivare pronte all’EPR
Il Decreto Ministeriale che istituirà la Responsabilità Estesa del Produttore nel settore tessile è alle porte. Chi aspetta la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale prima di muoversi rischia di essere travolto dallo stress dell'urgenza: il tempo per capire, pianificare e applicare sarà stretto. SAFE-Hub delle Economie Circolari ha preparato un Vademecum preliminare rivolto a tutti i soggetti obbligati.
Agosto? Ottobre? La data precisa non la sa nessuno, ma il Decreto Ministeriale che istituirà la Responsabilità Estesa del Produttore nel settore tessile è alle porte. Le fasi di concertazione sono terminate da tempo, e il testo finale attende solo alcuni passaggi burocratici prima di essere emanato.
I produttori e venditori del settore tessile-abbigliamento possono dormire tranquilli fino al giorno in cui il Decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale? “Niente e nessuno può impedire alle aziende di attivarsi all’ultimo momento, ma di certo non è consigliabile”, risponde senza esitazione Giuliano Maddalena, Direttore di SAFE-Hub delle Economie Circolari. L’hub circolare diretto da Maddalena è stato incaricato dai consorzi di produttori del tessile-moda Retex.green e Recrea di organizzare e monitorare le loro filiere di recupero dei rifiuti tessili.
“L’atteggiamento attendista è pienamente comprensibile”, dice il Direttore di SAFE. “Molte aziende pensano: perché rischiare di lavorare inutilmente? Meglio aspettare che le prescrizioni ministeriali siano definitive, per fare esattamente quello che c’è da fare”.
“Ma quando le istruzioni arriveranno il tempo per prepararsi sarà stretto, e chi ha ragionato in questo modo sarà facilmente travolto dallo stress dell’urgenza. Avere pochi mesi per capire, pianificare e poi applicare operativamente gli adempimenti di registro e di rendicontazione, non solo moltiplica la possibilità di errore ma sottrae tempo e attenzione a ragionamenti di ordine più strategico”.
“Per far sì che le aziende consorziate a Retex.green e Recrea possano compiere gli opportuni passi preliminari già ora e abbiano le idee chiare su quali potranno essere le prescrizioni EPR, abbiamo predisposto un vademecum intitolato Pronti prima che arrivi la norma. Il vademecum non è rivolto solo ai produttori, ma anche ai venditori al dettaglio, altro soggetto che verrà coinvolto in modo importante dagli obblighi EPR”.
Sfera di cristallo?
Giuliano Maddalena risponde in anticipo a un possibile dubbio. “Alcuni potrebbero chiedersi come fa SAFE a prendersi la responsabilità di fornire indicazioni in merito a una norma che ancora non esiste. Ovviamente la sfera di cristallo non la abbiamo, e non abbiamo certezza assoluta dei dettagli di ogni articolo dell’imminente decreto. Conosciamo però il criterio legale adottato dal Ministero, e alla pari degli altri stakeholder chiave abbiamo seguito passo passo lo sviluppo delle concertazioni e la progressiva redazione delle bozze, fino alle versioni finali”.
“L’imminente decreto si baserà, per forza di cose, sul D.Lgs. 152/2006 (Codice Ambientale), artt. 178-bis, 178-ter, 178-quater e 237, nella versione attualmente vigente. Il Codice non è ancora aggiornato dalla Direttiva 2025/1892, il cui recepimento nazionale è atteso entro giugno 2027, ma per evitare modifiche strutturali sul medio termine, il decreto tenderà ad allinearvisi per quanto possibile”.
“Riassumendo, le previsioni contenute nel Vademecum si fondano su una serie di elementi convergenti: innanzitutto la norma primaria vigente in Italia e la norma europea non ancora recepita, della quale il Ministero terrà conto nella misura in cui non si discosta dalla norma vigente in Italia; e poi le bozze fatte circolare dal MASE, le cui versioni finali rispecchiano i punti di consenso raggiunti dagli stakeholder”.
“Lo strumento, è importante sottolinearlo, rimane comunque di carattere preliminare e orientativo, e le sue indicazioni operative non sostituiscono le prescrizioni del decreto definitivo. Quando il decreto sarà emanato, SAFE-Hub delle Economie Circolari pubblicherà un vademecum aggiornato. Nella sua forma preliminare, lo strumento è utile perché i soggetti obbligati capiscano il contesto, organizzino i loro team di lavoro e non si facciano trovare impreparati”.
Uno strumento per la partecipazione strategica
Il Direttore di SAFE ci tiene a precisarlo: “non si tratta di un vademecum tradizionale. Quelli tradizionali sono semplici manuali di istruzioni. Quello che abbiamo preparato per l’EPR tessile consente invece ai produttori e ai venditori al dettaglio di entrare coscientemente dentro l’ingranaggio. Racconta il quadro normativo nella sua architettura reale, non come lista di adempimenti ma come sistema di scelte politiche e strategiche. Descrive le posizioni degli stakeholder, i punti di convergenza e le tensioni irrisolte. Permette alle aziende di capire, pensare, analizzare, partecipare”.
I contenuti del vademecum
A illustrare i contenuti della guida è Massimiliano Marin, Business Development Manager dell’area tessile di SAFE-Hub delle Economie Circolari.
“Dopo un capitolo introduttorio dedicato a contesto e prospettive normative a livello nazionale, europeo e internazionale, il vademecum contiene un dettagliato capitolo che spiega e illustra anche graficamente l’architettura base del regime EPR e i suoi flussi economici, informativi e di rendicontazione”.
“Il cuore operativo del vademecum sono i due capitoli-guida dedicati rispettivamente ai produttori e ai venditori al dettaglio. Per i produttori, la guida accompagna passo per passo lungo cinque assi d’azione: la scelta del sistema di gestione, il calcolo dell’immesso sul mercato, l’iscrizione al Registro Nazionale dei Produttori RENAP, la visione strategica integrata con le altre norme della transizione circolare, e la corretta esposizione del contributo ambientale in fattura. Per i venditori al dettaglio, la guida è altrettanto dettagliata: dalla verifica del proprio status e degli obblighi di ritiro, alla gestione del deposito temporaneo, all’iscrizione all’elenco CORIT, agli obblighi di comunicazione verso i clienti, fino alle regole specifiche per i canali di vendita a distanza e i marketplace. Ognuno dei due capitoli-guida si chiude con una checklist operativa che distingue ciò che va fatto subito da ciò che va fatto dopo l’emanazione del decreto. Un capitolo finale illustra i tre orizzonti di evoluzione del regime EPR tessile nel medio termine, inclusi il recepimento della Direttiva 2025/1892 e gli impatti attesi dagli atti delegati europei sull’ecodesign”.
“I soci dei consorzi dell’EPR tessile seguiti da SAFE, che sono Retex.green e Recrea, così come le aziende che si rivolgono a SAFE per iniziare il loro percorso di adesione ai consorzi o di partecipazione al sistema in quanto dettaglianti, possono disporre del nostro vademecum, che non è un prodotto in vendita e viene fornito in modo totalmente gratuito”.






