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RAEE, tra raccolta retail e strategie geoeconomiche

La Legge 147/2025 modifica il DL 49/2014 sulla gestione dei RAEE, introducendo importanti novità per i ritiri RAEE operati dai venditori al dettaglio di apparecchi elettrici ed elettronici. La legge punta a rendere sistematico questo tipo di raccolta, ed è il risultato di driver che vanno al di là della questione ambientale.

Un’ulteriore modifica alle regole del ritiro dei RAEE nei punti retail è entrata in vigore lo scorso 9 ottobre. La Legge 147/2025 modifica il DL 49/2014 sulla gestione dei RAEE introducendo due importanti novità per i venditori al dettaglio di apparecchi elettrici ed elettronici.

A farne un’efficace sintesi è il CDC RAEE:

La prima novità “riguarda l’introduzione di un’ulteriore semplificazione della raccolta dei RAEE: al momento della consegna a domicilio dell’apparecchiatura acquistata dal consumatore, i rivenditori che ritirano l’apparecchio sostituito (ritiro 1 contro 1) possono ritirare anche tutti gli altri RAEE provenienti dai nuclei domestici a titolo gratuito e senza che il consumatore sia obbligato ad acquistare un prodotto equivalente”.

La seconda novità “riguarda l’imposizione di sanzioni amministrative pecuniarie ai distributori che non registrano sul portale del CdC RAEE i depositi preliminari (punti vendita, magazzini…) dove collocano i rifiuti elettronici ritirati ai consumatori o non comunicano al CdC RAEE i quantitativi di RAEE movimentati. L’importo delle sanzioni va dai 2.000 ai 10.000 euro, mentre per l’inesatta o incompleta trasmissione delle informazioni le sanzioni sono ridotte della metà”.

Già un anno fa, con la Legge 166/2024, le regole del ritiro presso i retail erano state modificate, da un lato obbligando i distributori retail, compresi quelli che vendono a distanza, a “informare i consumatori sulla gratuità del ritiro con modalità chiare e di immediata percezione, anche tramite avvisi posti nei locali commerciali con caratteri facilmente leggibili oppure mediante apposite comunicazioni nel proprio sito internet”, e dall’altro allentando requisiti e procedure formali legati alla loro attività di raccolta e trasporto dei rifiuti (niente più iscrizione alla categoria 3 bis dell’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali per chi gestisce i depositi preliminari presso il retail, nessuna compilazione di registri cronologici di carico e scarico, nessuna iscrizione al RENTRI, e obbligo di iscrizione all’Albo decaduto anche per i trasportatori che operano per conto dei distributori retail, che come documento di trasporto possono usare un semplice DDT).

Una situazione delicata

“Ora i punti retail si trovano in una situazione delicata” avverte il manager di SAFE-Hub delle Economie Circolari Marco Ferracin. “La nuova legge, introducendo sanzioni per chi non adempie agli obblighi legati al ritiro dei RAEE portati dai cittadini/consumatori, aumenterà di certo il livello della loro adesione al sistema: un’adesione che fino a oggi è stata bassissima, inferiore al 10%. Ma lo scarso livello di tracciabilità e controllo di chi trasporta i rifiuti dai loro depositi preliminari agli impianti, incrementa il loro livello di rischio, perché in caso di irregolarità verranno reputati responsabili”.

“Nel 2024, quando è uscita la Legge 166 ci siamo subito resi conto dello scenario di rischio, e abbiamo aggiornato il nostro servizio EasyRaee Home”, riferisce l’esponente di SAFE-Hub delle Economie Circolari. “Il servizio è a disposizione di tutti i distributori che non vogliono correre il rischio di deviazioni illecite del rifiuto. Distributori con punto vendita fisico, e anche distributori online. I loro trasportatori vengono sottoposti a rigorose procedure di controllo e tracciabilità; procedure che oggi vanno ben oltre i vincoli di legge, ma rendono sicura e priva di rischi la gestione del rifiuto, garantendo non solo la legalità della filiera ma anche i suoi benefici ambientali. La chiave del sistema EasyRaee è il suo software di tracciabilità, che abbiamo disegnato per dare conto del percorso e delle caratteristiche di ogni singolo trasporto; uno strumento semplice ma efficiente, che negli ultimi anni abbiamo avuto modo di rodare sulle nostre filiere. I retailer che aderiscono a EasyRaee Home ricevono formati di contratto, di lettere d’incarico e di DDT conformi al nuovo quadro normativo, e vengono assistiti nell’iscrizione al CDC RAEE; grazie al nostro software hanno la possibilità di rendicontare in maniera automatica al CDC RAEE i rifiuti raccolti”.

“Sul lato della partecipazione cittadina ai corretti sistemi di raccolta, i Consorzi Ecoped e Ridomus dell’Hub SAFE hanno sviluppato una app scaricabile gratuitamente chiamata MYRAEE, la cui validità è stata riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Myraee aiuta i cittadini a riconoscere, riparare e conferire correttamente i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche”.

I driver dell’innovazione normativa sulle raccolte RAEE

“La raccolta differenziata dei RAEE presso i punti retail, così come quella che avviene presso i centri di raccolta comunali, è destinata ad aumentare notevolmente. Si tratta solo di una questione di tempo”, commenta Marco Ferracin. “I driver che spingono i legislatori a promuovere le raccolte sono infatti molto potenti, e marcano una tendenza irreversibile.  Il primo driver, il più ovvio, è la necessità di rispettare gli obiettivi di recupero dei RAEE imposti dall’Europa. L’Italia nel luglio del 2024 è stata oggetto dell’avvio di una procedura d’infrazione, e i provvedimenti della Legge 166 sono un primo tentativo di reagire a questa procedura”.

“Il secondo driver, anch’esso molto rilevante, è la sentenza di condanna della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nei confronti dello Stato italiano, per non aver adottato misure efficaci per contrastare il fenomeno della Terra dei Fuochi; la Legge 147/2025 è, prima di ogni altra cosa, un tentativo di reprimere i flussi paralleli, ossia la gestione impropria e non tracciata dei rifiuti, per evitare che essi vengano smaltiti illecitamente, con roghi od altri sistemi criminali. Nel caso dei RAEE questo è un punto davvero sensibile, perché le filiere che agiscono al di fuori dei regimi EPR, proprio a causa della loro irregolarità, sono economicamente più competitive, e quindi riescono a deviare una parte considerevole del raccolto facendo sì che gli obiettivi europei non vengano raggiunti; gli operatori di queste filiere riconoscono compensi a chi consegna loro il materiale, valorizzano le materie più pregiate e scartano quelle che non gli interessano. In questo modo, riescono a intercettare più del 60% dei RAEE raccolti, lasciando uno scarso 40% ai sistemi formali”.

“Il terzo driver, che in prospettiva è quello più decisivo, sono gli obiettivi di autonomia strategica dell’Unione Europea. Il Regolamento UE sulle Materie Prime e Strategiche considera il riciclaggio proveniente dalle raccolte differenziate come uno strumento per ridurre la dipendenza delle nostre industrie dalle importazioni extraeuropee. In questa fase geopolitica e geoeconomica turbolenta ed imprevedibile, ridurre la dipendenza dai paesi extraeuropei è una questione vitale. A fine ottobre Ursula Von Der Leyen ha annunciato un altro importante passo in questa direzione: il Piano RESourceS, che unificherà gli sforzi dell’Unione sulle Terre Rare, e che si fonda in gran parte su politiche industriali di ampia portata che mirano ad aumentare il riciclaggio dei minetali chiave fino ai massimi livelli possibili; in parallelo, nel quadro di quella che potrebbe essere definita la disputa geoeconomica del secolo, la Cina sta limitando l’esportazione delle materie critiche e strategiche per mettere in difficoltà la nostra produzione industriale”.

“Tutti i driver portano a una sola necessità: ricondurre il totale del flusso raccolto alle filiere controllate e tracciate gestite dai consorzi EPR, le uniche in grado di garantire risultati dimostrabili di recupero, evitando gli smaltimenti illeciti e incrementando la disponibilità di materie critiche e strategiche per l’industria dell’Unione”.

“Oggi, come non mai, il microcosmo delle nostre raccolte differenziate è strettamente legato a sfide storiche decisive e di primaria importanza per il nostro futuro”, conclude il manager dell’Economia Circolare.