Discariche abusive di pneumatici: chi se ne fa carico? Il caso virtuoso di Acquedolci
Forze dell’ordine, Produttori e Comuni, possono cooperare efficacemente per pulire le discariche abusive. Un modello di sinergia, potenzialmente replicabile, che ha mostrato tutta la sua validità nell’estate del 2025, in Sicilia, nel piccolo Comune di Acquedolci.
“Tutto ha avuto inizio da una telefonata ricevuta dal Maresciallo Antonino Sapienza della Guardia Costiera di Sant’Agata Militello”, riferisce Andrea Minuti, responsabile delle operazioni di raccolta per il consorzio di produttori Pneulife. “La Guardia Costiera aveva scoperto una discarica abusiva in un’area demaniale di Acquedolci, piccola località costiera del messinese. La discarica era piena di pneumatici usati che, per qualche tempo, erano stati accumulati abusivamente e al di fuori di ogni norma ambientale. Il nostro consorzio, nel quadro della responsabilità estesa del produttore, si dedica proprio alla raccolta e al recupero degli pneumatici fuori uso. Svolgiamo il nostro lavoro ordinario soddisfacendo le richieste di ritiro che provengono dai titolari dei depositi temporanei autorizzati, che sono soprattutto gommisti. Ma la Guardia Costiera, puntando sulla nostra capacità operativa, ci ha proposto di andare oltre, facendoci carico della pulizia della discarica abusiva rinvenuta ad Acquedolci. Abbiamo accolto la loro proposta con entusiasmo”.
Acquedolci è nota per le sue meraviglie naturali e culturali, tra le quali la Grotta di San Teodoro, con le sue sepolture paleolitiche, il Castello Cupane e il pregiato borgo medioevale che circonda la torre di avvistamento. La sua amministrazione comunale, però, come accade in tutte le piccole località italiane, è carente di risorse.
La Guardia Costiera ha inizialmente sequestrato l’area. Poi il giudice competente l’ha dissequestrata affidandola in custodia al Comune di Acquedolci, che ne ha bonificato a pagamento una piccola parte, senza però trovare fornitori privati che fossero disposti a fare il lavoro completo a prezzi sostenibili.
“Dopo essere stata nominata custode giudiziario della discarica abusiva, ho convocato i miei colleghi Salvatore Cuffari e Diliberto Antonello per discutere del problema”, racconta l’Architetto Claudia Cantarella, Responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Acquedolci. “L’accumulo di rifiuti risaliva a trenta o quarant’anni fa ed era semi-coperto dalla vegetazione. Dopo un primo intervento di pulizia, compiuto a nostro carico con operai comunali, ci siamo rivolti a una ditta privata autorizzata alla raccolta e trattamento di pneumatici fuori uso, che per compiere il lavoro ci ha chiesto 5.000 euro. Ma smuovendo il terreno, ci siamo resi conto che i rifiuti raccolti dalla ditta erano solo la punta dell’iceberg. Gli pneumatici erano molti di più di quelli che inizialmente avevamo visto in superficie. Rivolgendoci a operatori privati, avremmo dovuto spendere altri 25.000 euro”.
“Una spesa per noi impossibile da sostenere, dato che le casse comunali sono ridotte all’osso. Parlando con il Maresciallo Sapienza, ci siamo chiesti se i consorzi di produttori di pneumatici avessero modo di sostenerci. Tentar non nuoce, ci siamo detti. Dopo una breve ricerca abbiamo deciso di telefonare al consorzio Pneulife, noto per il suo alto grado di motivazione sulle questioni ambientali. È stata un’idea fortunata”.
“Andrea Minuti, di Pneulife, ci ha subito spiegato che ai sensi dell’articolo 228 della legge quadro sui rifiuti, e del Decreto Ministeriale 182/2019, avremmo potuto ricevere il supporto dei produttori di pneumatici senza pagare nulla. Ed effettivamente così è stato. Pneulife si è fatta interamente carico delle operazioni di raccolta e bonifica, tra l’altro molto complesse, dato che la discarica si trovava in una zona impervia e difficile da raggiungere. Il tutto è avvenuto molto rapidamente”.
L’operazione di pulizia si è conclusa a settembre. Ben quarantacinque tonnellate di pneumatici fuori uso, equivalenti a diverse migliaia di unità, sono state rimosse dall’ambiente e avviate a filiere di recupero sicure e controllate.
Andrea Moreschi, presidente di Pneulife, ha offerto un suo commento sull’intervento del consorzio ad Acquedolci. “I Comuni piccoli non hanno molte risorse, e quando si trovano a dover gestire delitti ambientali di questa magnitudine entrano inevitabilmente in difficoltà. L’intervento di Pneulife ha consentito ad Acquedolci di risparmiare migliaia di euro per la bonifica”.
“Al crimine ambientale noi rispondiamo con soluzioni basate su trasparenza, legalità ed ecologia”, sottolinea Moreschi. “Il nostro impegno di salvaguardia dell’ambiente non si limita mai alla mera dimensione locale. Al di là della raccolta, di fatti, l’ambiente va protetto lungo tutte le fasi di gestione del fine vita degli pneumatici: non ha senso spostare i problemi da un luogo all’altro”.
“Le nostre filiere di recupero sono tracciate, trasporto per trasporto, e facciamo esclusivo riferimento agli impianti di trattamento che aderiscono al nostro sistema di sorveglianza e certificazione Certyre, che garantisce la tutela ambientale di tutte le operazioni di recupero di materia, la prevenzione del rischio incendi negli impianti e il reale riciclo delle materie prime-seconde. All’attività di controllo affianchiamo quella di ricerca, finalizzata ad ampliare le possibilità di riciclo”.








