Skip to main content

Materiali di recupero, via al credito d’imposta

Lo scorso 21 ottobre è stato aperto lo sportello al quale si possono rivolgere, per ottenere una credito d’imposta del 36%, le imprese che hanno acquistato nel 2023 prodotti o imballaggi ecosostenibili provenienti da materiali da recupero della raccolta differenziata. Ce ne parla Mauro Calabrese.

Aperto dal 21 ottobre lo sportello per la presentazione delle istanze relative al riconoscimento del credito di imposta del 36% a favore delle imprese che hanno acquistato nel 2023 prodotti o imballaggi ecosostenibili provenienti da materiali da recupero della raccolta differenziata.

Comunicato Mase

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), ha comunicato il 25 settembre 2024, la prossima apertura dello sportello telematico Invitalia per la presentazione delle domande relative al Bando «Credito d’imposta – materiali di recupero – spese annualità 2023», come previsto dal Decreto interministeriale del Mase, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e di quello dell’Economia e Finanze, 2 aprile 2024, recante «Criteri e modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta nonché requisiti tecnici e certificazioni idonee ad attestare la natura ecosostenibile dei prodotti e degli imballaggi secondo la vigente normativa dell’Unione Europea e nazionale».

Sportello Invitalia

Le domande per il riconoscimento del credito di imposta, previsto dalla Legge n. 197 del 2022, Legge di bilancio 2023, all’articolo 1, commi 685-690 nella misura pari al 36% delle spese sostenute nel 2023 e nel 2024 per l’acquisto di prodotti e di imballaggi provenienti da materiali di recupero, fino ad un massimo annuale di 20 mila euro per ogni impresa beneficiaria, nel limite complessivo di 5 milione di euro per ciascuna annualità, potranno essere presentate telematicamente dalle ore 12 del 21 ottobre 2024, fino alla stessa ora del 20 dicembre 2024, confermando il Mase l’esame di tutte le domande presentate, a prescindere dall’ordine temporale di presentazione.

Materiali recuperati

Le imprese interessate potranno richiedere il riconoscimento del credito di imposta per le spese sostenute nel 2023 per l’acquisto di prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica e per l’acquisto di imballaggi primari e secondari biodegradabili e compostabili, secondo la normativa UNI EN 13432:2002, in carta e cartone, ad eccezione degli imballaggi in carta stampati con inchiostri, degli imballaggi in carta trattata o spalmata con prodotti chimici diversi da quelli normalmente utilizzati nell’impasto cartaceo e degli imballaggi in carta accoppiati con altri materiali non biodegradabili e compostabili, nonché per l’acquisto di imballaggi in legno non impregnati e di imballaggi primari e secondari derivati dalla raccolta differenziata della carta, dell’alluminio e del vetro.

Requisiti tecnici

Come previsto dall’Allegato 1 al Dm 2 aprile 2024 attuativo, saranno ammissibili le spese relative a prodotti e imballaggi acquistati nel rispetto di precisi requisiti tecnici e debitamente certificati, dimostrando, per i prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica, un contenuto di materiale riciclato di almeno il 30% proveniente da rifiuti con codice EER 150102 «Imballaggi in plastica» e 191204 «Plastica e gomma prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti» e conformi alle norme UNI relative alle miscele di materie plastiche, in possesso di idonea certificazione rilasciata da organismo di valutazione accreditato o da dichiarazione ambientale di prodotto (EPD) corrispondente alle norme UNI vigenti.

Gli imballaggi dovranno essere biodegradabili e compostabili, in conformità alla norma UNI EN 13432:2022, come dimostrato con documentazione di certificazione o dichiarazione del fornitore dei prodotti, gli imballaggi derivanti dalla raccolta differenziata della carta, dovranno contenere una percentuale di materiale riciclato post consumo di almeno il 70%, con idonea certificazione di prodotto o dichiarazione ambientale, quelli derivanti dalla raccolta dell’alluminio, una percentuale di materiale recuperato pari almeno al 60%, sempre corredati da valida certificazione nel rispetto delle norme UNI applicabili che attestino il contenuto di riciclato proveniente da raccolta differenziata, e gli imballaggi derivanti dalla raccolta del vetro, una percentuale di recuperato pari al 100%, sempre correttamente certificata e convalidata da appositi organismi di valutazione e certificazione.

di Mauro Calabrese | Sole24ore Professionale