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My Raee: uno strumento per aumentare l’adesione cittadina al corretto recupero dei rifiuti

MyRaee è un'app gratuita sviluppata dai Consorzi Ecoped e Ridomus dell’Hub Safe e patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’app aiuterà i cittadini a riconoscere, riparare e conferire correttamente i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Scopri perché è nata e come funziona.

MyRaee è un’app gratuita sviluppata dai Consorzi Ecoped e Ridomus dell’Hub Safe e patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, nata per aiutare i cittadini a riconoscere, riparare e conferire correttamente i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

Di fatti, come l’Europa non ha mancato di segnalare aprendo nel 2024 una procedura d’infrazione, in Italia la quantità di RAEE che viene raccolta e gestita in modo corretto, tracciato e trasparente è ancora inferiore al 40%. Il rimanente 60%, purtroppo, anche quando raccolto in modo differenziato dai soggetti competenti, viene avviato a filiere improprie, dove i rifiuti non sono classificati correttamente e sono spesso spediti in paesi extracomunitari dove non vengono applicati standard accettabili a livello ambientale e sociale. Ne conseguono grandi impatti ambientali (soprattutto dispersione di metalli pesanti) e un insostenibile spreco di materie prime critiche, il cui riciclaggio contribuirebbe all’autonomia strategica delle nazioni europee.

Con un solo scatto da telefono cellulare, l’app MyRaee identifica il tipo di RAEE e guida l’utente verso la scelta più responsabile: ripararlo, riutilizzarlo o conferirlo correttamente.

Un paradosso da risolvere

“L’idea di sviluppare una app di avanguardia nasce soprattutto dall’esigenza di raggiungere il target giovanile” spiega la Responsabile comunicazione di SAFE Alice Almasio.  “Gli studi e i sondaggi compiuti negli ultimi anni mostrano infatti un fenomeno paradossale: i giovani, soprattutto quelli della cosiddetta Generazione Z, sono il segmento di popolazione più sensibile alle tematiche ambientali; tra i giovani il livello di preoccupazione per il futuro del pianeta ha raggiunto record storici. Questo è un segnale meraviglioso, che accende forti speranze”.

“Dall’altro lato però”, segnala Alice Almasio, “i dati mostrano che tra i giovani preoccupazione e sensibilità non si traducono automaticamente in comportamenti responsabili. I giovani sono meno informati degli adulti e degli anziani in merito alla raccolta differenziata e al corretto conferimento dei RAEE. Oltretutto, nel consumo degli apparecchi elettrici ed elettronici così come di altri prodotti, i giovani sono uno dei maggiori segmenti di riferimento per le offerte commerciali usa e getta, riguardanti prodotti economici di scarsa qualità che diventano quasi subito rifiuti e che sono difficili da riparare, riutilizzare e riciclare”.

Come si spiega questo paradosso? Secondo Alice Almasio molto dipende dall’inadeguatezza dei veicoli che diffondono le informazioni ambientali con maggior grado di specificità, ossia quelle che rendono le persone in grado di applicare i comportamenti corretti.

“Il tema ambientale, a un livello generalista, è entrato con potenza nell’immaginario giovanile. Ciò è avvenuto grazie alla forza delle campagne ecologiste e grazie all’efficacia dei documentari e video che mostrano gli scempi ambientali. Da diversi anni, inoltre, sono le stesse istituzioni e grandi imprese a promuovere l’idea che in ambito ecologico è necessario un radicale cambiamento rotta.  Ma la maggior parte dei giovani non reputa sufficientemente attraenti i formati che offrono informazioni più approfondite. Non è un problema da poco, perché la carenza di conoscenze specifiche li rende vulnerabili alle manipolazioni del Green Washing, così come ai massimalismi di influencer che non sempre sono in buona fede. I veicoli tradizionali della comunicazione ambientale non funzionano più. Non è più tempo di volantini, depliant, locandine e manualetti di istruzioni. I giovani cercano formati interattivi, che permettano di accedere ai contenuti con la velocità e flessibilità che la loro mente ha raggiunto, ed è a partire da questa premessa che abbiamo sviluppato MyRaee”.

Uno strumento solo per i giovani? Niente affatto. “La nostra applicazione”, sottolinea Alice Almasio, “è stata sviluppata con un occhio di riguardo ai giovani e ai giovanissimi, ma la chiarezza ed intuitività delle sue funzioni la rende facilmente utilizzabile da tutte le generazioni”.

 

Come funziona My Raee?

Le funzioni chiave di questo innovativo strumento sono le seguenti:

a) Riconoscimento visivo avanzato del RAEE:

  • L’utente scatta una foto dell’apparecchiatura e l’app identifica automaticamente la tipologia di RAEE.
  • Proposta automatica delle opzioni “Ripara” o “Ricicla”.

 

b) Promozione della Riparabilità:

  • Informazione sulla validità della garanzia legale di 24 mesi.
  • Geolocalizzazione dei centri assistenza filtrati per marca e vicinanza.

 

c) Conferimento responsabile:

  • Mappa interattiva continuamente aggiornata di tutti i centri di raccolta comunali in cui è possibile conferire correttamente i RAEE.
  • Integrazione con sistema di navigazione Google Maps per facilitare il raggiungimento dei punti di conferimento.
  • Informazione sui diritti del consumatore, in merito ai conferimenti 1 contro zero e 1 contro 1 presso i retailer di apparecchi elettrici ed elettronici.

 

d) Informazioni sul riciclo:

  • Indicazioni sui materiali recuperabili presenti in ogni tipo di RAEE.
  • Approfondimenti educativi e contenuto divulgativo sul processo di recupero e sugli impatti ambientali.

L’app è scaricabile gratuitamente da App Store (Apple) e Play Store (Google), a partire dalla landing page dedicata del sito di OltreilGreen.