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F-Gas: raggiunto l’accordo tra Consiglio Ue e Parlamento Europeo

L’accordo politico provvisorio sull’ulteriore restrizione del gas fluorurati e di altre sostanze tipicamente utilizzate nelle macchine home comfort, rende più vicino uno scenario di riconversione che avrà forti impatti sia sull’industria che sulle filiere del recupero.

Consiglio Europeo e Parlamento dell’Unione Europea hanno raggiunto il 5 ottobre 2023 un accordo politico provvisorio sulla ulteriore restrizione del gas fluorurati e delle altre sostanze che danneggiano lo strato di ozono nell’atmosfera in vista del raggiungimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi sul riscaldamento globale.

Accordo provvisorio F-Gas

Il testo dell’accordo provvisorio sulla proposta di Regolamento F-Gas, che modifica la Direttiva Ue/2019/1937 e abroga il Regolamento Ue/517/2014, pubblicato il 19 ottobre 2023, prevede una graduale eliminazione entro il 2050 degli idrofluorocarburi (HFC), anche attraverso una diminuzione fino al minimo del 15% in tonnellate di CO2 equivalenti dei diritti di produzione di HFC assegnati dalla Commissione a partire dal 2036.

In particolare, l’Accordo ha previsto di far partire il calendario per la diminuzione delle quote di produzione dal 1° gennaio 2025, partendo da una quota pari al 60% della media della produzione del biennio 2011-2013, che dovrà essere dimezzata dal 2029 al 2033, per scendere al 20% 2035 e al 15% nel 2036, prevedendo, come da Allegato VII, un’assegnazione dei quantitativi massimi più elevata per i primi due periodi rispetto al bozza di proposta, partendo da oltre 42 milioni di tonnellate CO2 equivalente nel 2025-2026, fino a poco più di 4 milioni nel 2049 e l’azzeramento completo previsto nel 2050.

Meccanismo di quote

Il meccanismo di riduzione, che esclude dal sistema delle quote la produzione di semiconduttori e sarà revisionato nel 2040, per tenere conto del progresso tecnologico e dello sviluppo di alternative ai gas fluorurati, prevede il divieto di immissione sul mercato di prodotti e apparecchiature contenenti HFC, come frigoriferi, refrigeratori, schiume e aerosol, nonché per alcune pompe di calore e condizionatori oltre a prodotti che usano diversi gas fluorurati potenzialmente impattanti sul riscaldamento globale.

Viene esteso il regime di responsabilità estesa del produttore a partire dal 1º gennaio 2028 per i gas fluorurati contenuti nei prodotti e nelle apparecchiature che rientrano nelle categorie di apparecchiature elettriche ed elettroniche disciplinate dalla Direttiva 2012/19/Ue sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee).

Climatizzatori e pompe di calore

Per quanto riguarda i climatizzatori, pompe di calore e condizionatori d’aria con utilizzo di gas fluorurati, l’accordo prevede un divieto totale a partire dal 2035, con scadenze più ravvicinate i sistemi di tipo split con un maggiore potenziale impatto sul riscaldamento globale, con possibilità di riaumentare le quote per le pompe di calore se, nel tempo, il meccanismo dovesse confliggere con il conseguimento dell’obiettivo di diffusione delle pompe di calore previsto da REPowerEU. Divieti, dal 2025, anche per le apparecchiature di assistenza per le apparecchiature di refrigerazione che utilizzano gas fluorurati a meno che i gas non siano rigenerati o riciclati, con deroga fino al 2030, mentre dal 2026 il divieto riguarderà le apparecchiature di assistenza per le apparecchiature di condizionamento d’aria e le pompe di calore, con deroga fino al 2032 in caso di gas rigenerati o riciclati, oltre al divieto, sempre dal 2032, sulle apparecchiature di assistenza per le apparecchiature fisse di refrigerazione progettate per raffreddare i prodotti fino a temperature inferiori a -50 ºC utilizzando gas fluorurati con un potenziale di riscaldamento globale inferiore, con deroga permanente per l’impiego di gas riciclati o rigenerati.

Commutatori

Il nuovo Regolamento prevederà, inoltre, il divieto totale entro il 2030 per i commutatori a media tensione che usano gas fluorurati, verso l’eliminazione ed entro il 2032 per quelli ad alta tensione entro il 2032, introducendo il principio dell’uso a cascata che consente eventuali deroghe per i divieti, anche con uso di gas a effetto serra molto potenti e misure di salvaguardia per evitare che i divieti compromettano il funzionamento delle reti elettriche.

Prezzo fisso

Tenendo conto dell’inflazione, il prezzo di assegnazione delle quote di HFC è fissato a 3 euro, i cui proventi saranno destinati in parte per i costi amministrativi dell’attuazione del Regolamento F-Gas e il resto andrà al bilancio generale dell’Unione Europea.

Altre sostanze

L’accordo provvisorio riguarda anche la proposta della Commissione relativa alle altre sostanze che riducono lo strato di ozono (ODS), che abroga il Regolamento Ce/1005/2009, confermandone il divieto con deroghe limitate, laddove siano usati come materia prima per la produzione di altre sostanze o come agenti di fabbricazione, nei laboratori e per la protezione antincendio in applicazioni speciali come il materiale militare e gli aerei con valutazione da parte della Commissione delle alternative praticabili anche in linea con le decisioni internazionali nell’ambito del Protocollo di Montreal. L’intesa tra le istituzioni europee modifica la proposta di regolamentazione, estendendo l’obbligo di recuperare le ODS a fini di distruzione, riciclaggio o rigenerazione, ampliando gli ambiti, per quanto riguarda apparecchiature di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore, apparecchiature contenenti solventi, sistemi di protezione antincendio, estintori e altre apparecchiature, se tecnicamente ed economicamente fattibile, oltre a estendere l’obbligo per le imprese di adottare precauzioni per prevenire e ridurre al minimo il rilascio accidentale e garantire che qualsiasi fuga rilevata sia riparata senza indebito ritardo.

Approvazione definitiva

Gli accordi provvisori raggiunti dovranno ora essere confermati dai rappresentanti degli Stati Membri in seno al Consiglio (Coreper) e alla Commissione per l’ambiente del Parlamento e formalmente adottato dalle due istituzioni, prima di poter essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Ue ed entrare in vigore.

di Mauro Calabrese | Sole24ore Professionale